Igor il Russo in videoconferenza in Tribunale a Ferrara. Colombani: “Quella voce è di Igor” – VIDEO

L’udienza era fissata per le 10.30 ma i collegamenti con il carcere spagnolo faticano a funzionare e così si decide di iniziare dopo oltre un’ora di ritardo con l’assenso di Norbert Feher-Igor Valcavic di rinunciare a comparire in videoconferenza, anche se durante il dibattimento tutto viene ripristinato ed il serbo compare sui monitor dell’aula B del tribunale di Ferrara

E’ l’udienza che si è tenuta nell’ambito del processo sulle rapine messe a segno nel 2015 nel ferrarese. La prima, il 26 luglio, a Villanova di Denore ai danni di Alessandro Colombani; poi il 31 luglio a Mesola in casa di Emma Santi, 90enne rimasta legata e imbavagliata nel letto per 48 ore ed il 5 agosto a Coronella nei confronti di Cristina e del padre Giulio Bertelli, sequestrati in casa per 5 ore e rapinati.

Tre rapine commesse dalla sua banda, composta da Ivan Pajdek e Patrick Ruszo, anche se Igor il Russo ha sempre riferito di esser estraneo a questi fatti e che i due complici lo accusano “per avere agevolazioni sulle condanne”.  Pajdek e Ruszo sono già stati condannati rispettivamente 15 e 14 anni per le tre rapine che anticiparono il delitto commesso a Ferrara: l’omicidio di Pier Luigi Tartari, per cui Igor è stato sempre ritenuto estraneo.

Nell’udienza di mercoledì 5 febbraio c’è stata la testimonianza di Alessandro Colombani, che racconta, rivivendola, la notte del 26 luglio 2015, quando rientrando da una cena veiene aggredito, nel cortile di casa a Villanova di Denore. Più volte bastonato, legato ed imbavagliato, derubato di pochi euro e del Bancomat, Colombani pur non avendo riconosciuto nessuno dei suoi aggressori è convinto che tra loro ci fosse Igor il Russo.

“I rapinatori erano tre” dice Colombani al Presidente del collegio giudicante del tribunale di Ferrara, Vartan Giacomelli. “Due non hanno mai aperto bocca ma l’altro mi ha parlato, avvicinandosi all’orecchio destro, a bassa voce, con tono calmo e parole scandite per chiedermi soldi. Parlava bene l’italiano ma l’accento era dell’est” continua Colombani, che dopo aver dato loro il codice del bancomat, sente i rapinatori dileguarsi. Ho creduto davvero di morire, Quella notte non la dimenticherò mai più” ha concluso Alessandro Colombani difeso dall’avvocato Andrea Bulgarelli.

Igor, difeso dall’avvocato Gianluca Belluomini, di nuova nomina assiste all’udienza ma la sua voce oggi non si sente. Il Pm Andrea Maggioni che già aveva chiesto un confronto tra i Pajdek e Ruszo, in aula, con Igor, oggi ha chiesto anche una ricognizione vocale “una prova dalla quale non ci si può sottrarre” ha precisato il magistrato.

 

 

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