Inchiesta sui crolli “Ceramiche” e “Tecopress”

Eccolo l’occhio elettronico in grado di vedere e filmare dall’alto ciò che quello umano non potrebbe mai vedere.

Si chiama drone e questa mattina ha sorvolato sopra le macerie di Tecopress, sopra le Ceramcihe di Sant’Agostino e dell’Ursa di Bondeno, le tre aziende in cui si sono verificati i quattro decessi sui luoghi di lavoro dopo il sisma del 20 maggio.

Il drone serve per congelare le prove dell’inchiesta giudiziaria. L’ausilio della nuova macchina è stata richiesta dalla Procura di Ferrara ma anche dalle difese dei 28 indagati per un’indagine che deve accertare se ci sia stato nella realizzazione dei capannoni il rispetto delle norme antisismiche, là dove era richiesto, oppure per accertare se la posa delle strutture siano state eseguite a regola d’arte e con materiale adeguato.

L’occhio elettronico volante ha permesso il sorvolo e contemporaneamente la fotografia di ciò che si è verificato al momento del sisma. Una macchina che fin dai primi giorni dopo il primo terremoto ha iniziato a funzionare per agevolare le operazioni di controllo degli immobili crollati e ha anche permesso di scovare anche qualche sciacallo che si era introdotto in una chiesa per portare via beni preziosi.

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