Influenza, muore al S.Anna un ferrarese di 63 anni

ospedale cona sant'anna

E’ morto ieri pomeriggio nel reparto di anestesia e rianimazione all’ospedale S.Anna un ferrarese di 63 anni colpito dal virus dell’influenza A, h1n1.

L’uomo era stato ricoverato a Cona lo scorso 5 gennaio ma per le sue specifiche condizioni cliniche non rientrava nei casi trattabili con Ecmo, l’Ossigenazione Extracorporea a Membrana, sofisticata apparecchiatura che si trova all’ospedale S. Orsola di Bologna.

Proprio al S.Orsola, nei giorni scorsi, era stato ricoverato un altro ferrarese sempre positivo al sottotipo del virus dell’influenza A, H1N1, che si trova ancora in condizioni gravi.

Entrambi i ferraresi non si erano vaccinati. Proprio a queste persone, con fattori di rischio elevato, come ad esempio diabetici, cardiopatici o affetti da altre patologie gravi, viene consigliata la vaccinazione come strumento di prevenzione nei mesi autunnali.

Al momento, in provincia di Ferrara, sarebbero cinque o sei le persone ricoverate a causa di forme influenzali molto aggressive. Il virus A,h1n1 è il responsabile dei casi più gravi di influenza ed è contenuto in tutti i vaccini effettuati nel nostro paese, sia nella trivalente sia nella quadrivalente che oltre alla AH1N1, AH3N2, B, prevede una protezione più ampia contro il virus B

L’influenza può avere un andamento imprevedibile ed ogni anno impegna importanti risorse del sistema sanitario nazionale. Tra le misure non farmacologiche utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza, e fortemente consigliate dai sanitari, c’è il lavarsi le mani, anche in assenza di acqua ricorrendo all’uso di gel alcolici.

  • Venerdì 19 gennaio ore 15.30

Ieri pomeriggio è deceduto nel Reparto di Anestesia e Rianimazione Ospedaliera un uomo di 63 anni, residente nel ferrarese, con positività al sottotipo del virus dell’influenza A, H1N1 (ne esistono numerose varianti che causano forme influenzali pandemiche negli animali, come l’influenza aviaria e la febbre suina).

Il paziente era stato ricoverato all’Ospedale di Cona il 5 gennaio scorso e, riporta una nota dell’azienda ospedaliera, “a causa delle sue specifiche condizioni cliniche non rientrava nei casi trattabili con ECMO (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation, in italiano Ossigenazione Extracorporea a Membrana), apparecchiatura che si trova all’ospedale S.Orsola di Bologna”.

“L’ECMO”, continua la nota, “è una tecnica di circolazione extracorporea utilizzata in ambito di rianimazione per trattare pazienti con insufficienza cardiaca e/o respiratoria acuta grave potenzialmente reversibile ma refrattaria al trattamento farmacologico e medico convenzionale massimale”.

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