Jolanda esce da Unione Terre e Fiumi. Sindaco: “Aumento costi e calo dei servizi”

jolandaJolanda di Savoia esce dall’Unione Terre e Fiumi.

Con il voto del consiglio comunale, a larga maggioranza con un solo voto contrario, il comune guidato da Elisa Trombin, ha ufficializzato l’intenzione di uscire dall’Unione di cui continueranno a fare parte i comuni di Copparo, Berra, Ro Ferrarese, Formignana e Tresigallo.

Ci saranno 6 mesi prima dell’effettiva uscita che, a detta della sindaca Trombin, è motivata da una serie di aspettative disattese e da un aumento dei costi e una riduzione dei servizi.

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Sindaco di Jolanda, Elisa Trombin

Riprendersi l’autonomia e gestire il proprio sviluppo economico con rinnovato orgoglio.

È questo l’obiettivo del sindaco di Jolanda di Savoia, Elisa Trombin, che da ieri sera non fa più parte dell’Unione Terre e Fiumi. Un comune che dovrà anche fare i conti con un disavanzo da 960mila.

“Aumento spropositato dei costi e diminuzione della presenza dei servizi sul territorio”. Sono queste le parole con cui Elisa Trombin, sindaco di Jolanda di Savoia spiega la decisione, votata ieri dal suo consiglio comunale, di uscire dall’Unione Terre e Fiumi. In particolare la Trombin attribuisce al sindaco di Copparo una sorta di tradimento di quelli che erano i principi su cui si basava lo spirito dell’Unione quando, nel 2009 a Copparo c’era il sindaco Tumiati che parlava del far crescere ogni comune del territorio puntando sulle qualità di ciascuno.

“Ha prevalso l’egemonia copparese, non volevamo diventare frazione di Copparo, aggiunge Elisa Trombin, che ribadisce “ci riprendiamo la nostra autonomia, abbiamo sei mesi per ricostruirci, informeremo dipendenti, sindacati ma soprattutto i cittadini che sapranno come saranno i servizi e dove trovarli.” Ci sarà molto da lavorare fa capire il primo cittadino che come obiettivo ha quello dello sviluppo economico e della crescita del suo territorio.

“Siamo stati chiamati a scegliere se questo sviluppo economico lo volevamo condividere o delegare ad altri, abbiamo scelto di gestirlo, con un orgoglio riscoperto dopo 50 anni.” Ma per gestire questo sviluppo il comune di Jolanda di Savoia dovrà fare i conti con il proprio bilancio che presenta un disavanzo di 950mila euro. Ieri sera il consiglio ha approvato la delibera che lo ripiana nell’arco dei tre anni 2017-2019, mantenendo i servizi e le scuole aperte e, sottolinea la Trombin, senza chiedere sacrifici ai cittadini. “Monitoreremo i conti e con grande senso di responsabilità’ continueremo a gestire il nostro paese” aggiunge il sindaco di Jolanda che parlando di futuro conclude “guardiamo con interesse verso il delta se ci vorranno, altrimenti siamo sereni e consapevoli che Jolanda ha le forze per crescere”.

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Sindaco di Copparo, Nicola Rossi

Jolanda di Savoia esce dall’Unione Terre e Fiumi.

Con il voto del consiglio comunale, a larga maggioranza, il comune guidato da Elisa Trombin, ha ufficializzato l’intenzione di uscire dall’Unione di cui continueranno a fare parte i comuni di Copparo, Berra, Ro Ferrarese, Formignana e Tresigallo. Dispiaciuto il sindaco di Copparo, Nicola Rossi che afferma “l’Unione è l’unica strada per garantire servizi e servizi di qualità.

La data dell’effettiva uscita dall’Unione Terre e Fiumi è il 31 dicembre 2017. Fino a quel giorno Jolanda di Savoia continuerà a farne parte, ad usufruirne dei servizi, e a dover contribuire per essi, anche se ieri sera il consiglio comunale ha deciso, con solo un voto contrario, l’uscita del comune guidato da Elisa Trombin dall’Unione.

“Prendo atto di questa scelta, ma non la condivido” commenta Nicola Rossi, sindaco del comune di Copparo, il più grande dei 5 che restano nell’Unione. “Ribadisco la mia preoccupazione nei confronti della cittadinanza di Jolanda ma riconosco anche l’autonomia di quel comune”, continua Rossi che aggiunge “vedremo il futuro a chi darà ragione, le scelte di unione avevano basi profonde e davano sicurezza profonde, non esserci significa perdere queste sicurezze”. Poi Rossi parla dell’importanza dello stare insieme per poter garantire tutta una serie di servizi di qualità, che da soli si faticherebbero a garantire.

“Noi andiamo avanti compatti, prosegue poi il sindaco di Copparo, con la consapevolezza che l’Unione, pur avendo cose da aggiustare, è il contenitore ideale per gestire al meglio questo territorio”. Di fatto per i 5 comuni che restano, Copparo, Ro Ferrarese, Berra, Formignana e Tresigallo, non cambierà nulla con l’uscita di Jolanda di Savoia che, entro il 31 dicembre, dovrà fare i conti con il piano di rientro e situazione debitoria nei confronti dell’unione, per cui si potrebbe parlare di qualche centinaio di migliaia di euro da tirare fuori.

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