Katia Soglietti e il difficile momento

La capitana dell’Ariosto tra le preoccupazioni per il Coronavirus e le soddisfazioni che arrivano dal settore giovanile

“Siamo molto contenti dei nostri atleti – circa 70/75 tra maschi e femmine – perchè hanno grande passione, notevole partecipazione e motivazione negli allenamenti”. Con queste parole, Katia Soglietti – Capitana in casa Ariosto – inizia ad inquadrare il settore giovanile targato Ariosto, facendo il punto della situazione in un momento difficile (a livello generale) come quello che stiamo attraversando. Una realtà, la loro, che rappresenta un fiore all’occhiello importantissimo, significativo nel panorama pallamanistico – e sportivo – sia nostrano che nazionale, dove i valori umani e la crescita tecnica ricoprono un ruolo assolutamente primario. “Partiamo dai più piccoli con un gruppo di 15/20 bambini/e delle scuole elementari che vanno dai 5 ai 12 anni: per loro gioco/sport con avviamento alla pallamano 2 volte a settimana. A seguire abbiamo una squadra under 13 femminile che stava partecipando con l’AICS ad un bellissimo campionato con tantissime partite, proclamandosi campionesse d’inverno e vincendo praticamente tutto. Idem per le 2 under 13 maschili – sempre Ariosto – che stavano andando molto bene in questo campionato maschile AICS. Salendo d’età abbiamo l’under 15 e l’under 17 femminili; le 2 formazioni si allenavano insieme pur partecipando a campionati distinti. Prima dello stop (per coronavirus), entrambe le squadre occupavano la 2°posizione in classifica”. Lo stop imposto dei campionati, dunque: “Indubbiamente dovuto ma che interrompe un percorso di crescita e che – di fatto – toglie ogni traguardo obiettivo che atlete, allenatori e società avevano programmato. Avevamo sognato una finale nazionale under 17 anche perchè 4-5 di queste atlete giocano in pianta stabile nel campionato di serie A2 femminile che è un roster composto da ragazze under 19 e under 17 per la maggior parte”. Capitan Soglietti si sofferma anche su riflessioni che fanno riflettere: “Questo periodo che stiamo affrontando non è per niente facile, non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico. Abbiamo sospeso gli allenamenti in palestra da un giorno all’altro, credendo di poterci ritrovare dopo poco ed invece non è stato così; ti alleni duramente per 7 mesi e prima di arrivare al traguardo succede il caos. Non si può spiegare, non si riesce a spiegare. La nostra società sta vivendo enormi preoccupazioni, in primis il non riuscire a mandare le proprie atlete nei rispettivi comuni (e case) d’origine perchè costrette, come tutti, a stare chiuse nelle loro abitazioni…. ma – a differenza nostra – senza la propria famiglia, senza i loro affetti che sono distanti. Non possiamo fare nulla per loro, se non sostenerle”. Tornando ai campionati: “Per quanto riguarda le giovanili, penso che il punto sia già stato messo. Per A1 e A2 stiamo attendendo risposte dalla Federazione anche se personalmente ritengo che l’annata sportiva sia conclusa. Parlare del prossimo adesso è per me impossibile, perchè mai come oggi viviamo alla giornata”. In conclusione, il monito di Katia Soglietti: “Il momento è difficile, il più difficile che abbiamo dovuto affrontare fino ad oggi. La salute è vita e senza di quella non si potrebbe parlare di sport…. che ci insegna a fare sacrifici, a stringere i denti e restare uniti anche nei momenti di difficoltà. Ecco, questo dobbiamo fare: stare distanti ma uniti”.

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