Killer di Budrio, su di lui il sospetto di un nuovo omicidio consumato a Ravenna

Igor Vaclavic potrebbe essere l’omicida anche di una guardia giurata uccisa il 30 dicembre del 2015 in una cava che si trova in provincia di Ravenna. L’ex soldato russo inoltre potrebbe essere anche implicato con l’omicidio Tartari.

Le ombre su Vaclavic, abituato a vivere nelle condizioni più estreme, secondo un addestramento che impartiva ai suoi uomini l’esercito dell’Armata Rossa, aumentano sempre di più ed ora, anche per i magistrati di Ravenna, l’omicidio del 30 dicembre 2015 di Salvatore Chianese, 42 anni, freddato con un colpo di fucile, potrebbe avere un senso. Chianese, che era un metronotte, probabilmente, come il barista di Budrio, Davide Fabbri, si sarebbe opposto agli ordini di Vaclavic e per questo sarebbe stato ucciso.

Una reazione che invece non ha avuto la guardia giurata assalita a Consandolo due giorni prima dell’omicidio di Budrio, dopo un intervento nella notte fra mercoledì e giovedì, in un chiosco di piadine che si trova sulla provinciale.

Un atteggiamento questo che forse gli ha permesso di salvarsi la vita.

Così gli inquirenti lavorano senza sosta, per trovarlo e arrestarlo. E un aiuto potrebbe arrivare anche dal capo della banda che ha ucciso il nove settembre 2015, ad Aguscello, nella sua abitazione, Pierluigi Tartari.

Ivan Pajedk, ieri condannato anche in secondo grado dalla corte d’appello di Bologna, infatti avrebbe detto di poter fornire elementi utili per trovare Vaclavic.

Il “Rambo cattivo” infatti non è escluso che abbia qualche collegamento con la banda di Pajedek che agì anche nelle rapine di Villanova di Denore, Coronella e Mesola, consumate nell’estate del 2015.

Igor Vaclavic intanto era stato colpito da due provvedimenti di espulsione perché ritenuto un soggetto molto pericoloso. Il primo fu emesso dal questore di Rovigo nel 2010 per diversi illeciti commessi nel Polesine.

Un provvedimento simile lo mise anche il giudice del Tribunale di Ferrara, Monica Bighetti, un anno e mezzo dopo, quando condannò Vaclavic a più di cinque anni di carcere per alcune rapine commesse nel ferrarese. Poi dietro alle sbarre il suo comportamento modello gli ha permesso di scontare la pena e ritornare di nuovo libero.

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