L’anonimato è una necessità

bullismo

L’anonimato è una necessità, dice lo psicologo, perché i bulli minacciano, chi denuncia. Le famiglie spesso tacciono perché temono per l’incolumità dei propri ragazzi. Ma il fenomeno esiste e solo chi mette la testa sotto la sabbia può evitare di vederlo.

Il bullismo è una forma di sopruso, che scompare quando i riflettori si accendono, mentre torna a prendere forza quando tutto piomba di nuovo nel silenzio generale. Così dicono gli esperti, che aggiungono anche che chi rompe il silenzio, in genere qualche genitore, sente la necessità di tutelare i propri figli. I bulli, infatti, scompaiono, se si cerca di chiedere loro conto delle azioni compiute, ma si rifanno vivi quando le acque si calmano.

Questo, ripete lo psicologo, è ciò che risulta dalla casistica del passato, nelle famiglie delle vittime spesso si tace per paura.

In questi giorni gli articoli apparsi su stampa e TV hanno compiuto il miracolo di far prendere coscienza di ciò che accade fin dal primo giorno di scuola sui pullman della tratte Lagosanto – Codigoro, Lagosanto – Lido Estensi. Chi parla, chiedendo l’anonimato, sa che questi fatti non sono episodi di oggi soltanto. Le forze dell’ordine sono intervenute, le scuole del territorio interessato si stanno muovendo, ma gli interventi non devono interrompersi, perché il nulla di fatto, l’impunità incoraggiano a continuare gli autori di queste azioni. Atti che vanno dallo scherzo di cattivo gusto a vere e proprie angherie, che feriscono e ridicolizzano chi è costretto a subire.

Per questo non si può ignorare l’accaduto, né si può pensare che bastino

tre giorni di allerta per far rientrare il fenomeno. Né ci si può nascondere la gravità di quanto è accaduto, attribuendo a stampa e tv la tentazione di scoop sui casi di bullismo. Nessuno vuole gonfiare i fatti, che sono gravi e meritano attenzione e intervento costante

Dalia Bighinati

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One Comment

  1. graziella says:

    Complimenti alla giornalista Bighinati per come ha affrontato e commentato questo problema che anche in Italia sta, purtroppo, dilagando. Ho appena finito di leggere il libro “19 minuti” che parla appunto delle conseguente distruttive del bullismo sulla psiche dei ragazzi che lo subiscono: la loro reazione -violenta- prima o poi scatterà in maniera imprevedibile e devastante.
    La società, le istituzioni, la famiglia devono ascoltare e aiutare questi ragazzi altrimenti arriveremo alle carneficine che ogni tanto colpiscono le scuole americane.

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