Le imprese della ricostruzione

Il terremoto di domenica 20 maggio cambierà il modo di costruire gli edifici a Ferrara e in provincia. Si costruirà diversamente, in base a una normativa che verrà aggiornata al più presto.

Questo è quello che sperano i rappresentanti delle imprese edili di Cna. Ferrara fino al 2005 non era classificata come zona sismica. Poi la zona del ferrarese è stata classificata in categoria 3, in cui 1 rappresenta il massimo del rischio sismico.

L’unica categoria 2 era la zona dell’argentano. Ma il terremoto d’ora in poi cambierà tutto. I tecnici e le imprese edili sono già al lavoro, ma attendono che la normativa antisismica venga rivista.

“Abbiamo constato che le mappature sismiche erano inadeguate per un sisma del genere, le norme nell’edilizia sono state rispettate ma non per un terremoto così devastante”. Queste le parole del presidente dell’ordine degli ingegneri di Ferrara, Franco Mantero.

Intanto non è ancora stata fatta una stima dei danni provocati dalle scosse agli edifici, “perchè” dice il responsabile edilizia di Cna, Attilio Capozza, “la sequenza sismica continua e le lesioni esistenti potrebbero peggiorare”. Le imprese edili sono già al lavoro per consolidare e mettere in sicurezza le strutture, ma ci vorrà tempo.

Le associazioni degli artigiani dovrebbero garantire interventi a prezzi calmierati, controllando che non si infiltrino gli sciacalli e gli speculatori dell’edilizia. “Lavoreremo sulle esperienze lavorative vissute nel post terremoto delle Marche e dell’Abruzzo” continua Capozza di CNA.

L’associazione intanto sarebbe già pronta per ricevere le richieste di contributi statali di quei privati che hanno la casa danneggiata dal terremoto.

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