Le spiegazioni del Sant’Anna

Il Sant’Anna, ospedale cui si è rivolta la signora, interpellato da noi per conoscere le ragioni del disservizio, ci ha fatto capire che per la terapia del dolore, oltre ai problemi creati dal trasloco a tutte le prestazioni ambulatoriali e, in genere a tutte quelle programmate, comprese le chirurgie, che per prime sono state riattivate, esiste da tempo un problema strutturale. L’ospedale garantisce la terapia ai pazienti ricoverati, mentre a quelli esterni, causa la carenza di medici, le  prestazioni.si effettuano da tempo soltanto in un numero limitato di casi.

In sostanza in queste settimane la signora Barbara ha toccato con mano uno dei problemi creati ai pazienti dal trasloco, che ha indotto la direzione dell’ospedale a spostare 45.000 prestazioni, per dare il tempo ad ambulatori e servizi di riassestarsi nella nuova sede. Non sappiamo se fosse impossibile fare altrimenti, abbiamo, invece, capito, che nel caso specifico della terapia del dolore, mentre già sono entrati in funzione le visite a pagamento, che sono gestite dai singoli medici fuori dal loro orario di servizio, per le visite prescritte in regime di assistenza del servizio sanitario pubblico,  si deve attendere la riorganizzazione degli orari e delle prenotazioni: un’attività che la segreterie  dei reparti iniziano a fare non appena vengono trasferite da Corso Giovecca a Cona. Per il reparto di Anestesiologia, l’unico oggi ad effettuare tale terapie con pazienti esterni, la segreteria concluderà proprio oggi il trasferimento da C.so Giovecca a Cona.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


 
132 queries in 1,105 seconds.