Legambiente: l’Ibis sacro è invasivo

ibis sacroSi è tenuto a Comacchio un convegno in cui si è parlato dei rischi legati all’introduzione di specie non autoctone. Sotto accusa l’ibis sacro.

Gli ibis sacri rappresentano “una seria minaccia” per la fauna autoctona del Delta del Po.

A lanciare l’allarme sulla presenza di questo uccello di palude dal piumaggio bianco, becco e coda neri, è Legambiente. La diffusione del volatile e di altre specie invasive è stata al centro di un convegno a Comacchio, di cui danno notizia l’associazione ambientalista e l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Gli ibis sacri infatti sono predatori onnivori, si nutrono di anfibi, crostacei, piccoli roditori, molluschi, pesci, lombrichi, insetti nonché uova e pulcini di altre specie di uccelli nativi come sterne, garzette, anatre, uccelli marini e uccelli di palude. Introdotto in parchi e giardini zoologici, l’ibis si è poi naturalizzato con fughe o rilasci, tanto che Legambiente ritiene importante fornire una corretta informazione sui rischi legati all’introduzione di specie non autoctone.

L’iniziativa faceva parte del programma della Fiera Internazionale del Birdwatching e del Turismo Naturalistico, svoltasi a Comacchio dal 28 aprile al 1° maggio, che ha registrato oltre 20.000 presenze. Un evento che si è riconfermato quindi, nella sua importanza nazionale e internazionale, come un’ottima vetrina per Comacchio e per tutto il territorio del Delta che grazie al riconoscimento MaB ha avuto nuova forza e fermento culturale.

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