Legambiente: “Stop al consumo della costa”

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Il cemento sta occupando pian piano la costa ferrarese e quella dell’Emilia Romagna. A lanciare l’allarme è Legambiente, oggi in un incontro a Porto Garibaldi dove ha attraccato la Goletta Verde.

In Emilia-Romagna più della metà del litorale, ossia il 59% del totale, 82 chilometri di costa sono stati modificati, nel corso degli anni, da interventi edilizi. Poco meno di un terzo della costa comacchiese risulta cementificata e il litorale ferrarese, in Emilia-Romagna, rappresenta comunque la situazione meno critica.

E’ quanto emerge da uno studio della Goletta Verde di Legambiente, intitolato “l’aggressione del cemento ed i cambiamenti del paesaggio”. Secondo l’associazione, dal 1988 al 2011 sui 141 chilometri di costa che vanno da da Gorino a Cattolica, al confine con le Marche, sono stati cancellati settemila metri di spiaggia, pari al 5% del totale.

Guardando alle quattro province costiere interessate, il 30% del litorale ferrarese risulta urbanizzato; ma è se ci si sposta verso sud che la situazione peggiora. Più di un chilometro di litorale ravvenate su due è cementificato, nel Forlivese-Cesenate, si raggiunge persino il 96% mentre nel Riminese siamo all’87%.

Lo studio è stato presentato a Porto Garibaldi durante un incontro. Restano, così, 42 i chilometri di paesaggi costieri completamente liberi dal cemento.

Di fatto, spiega Legambiente, la costa emiliano-romagnola appare divisa in due: “quella a nord, dove ancora sono presenti ambiti naturali di pregio, e quella a sud, dove è perfino difficile immaginare come fosse stato il paesaggio prima dell’arrivo della distesa di alberghi, palazzi, seconde case e stabilimenti”.

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