‘Malattie sospette’, assolti con formula piena otto agenti della Penitenziaria e il medico del carcere

Si è concluso, con una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste, il processo sui falsi certificati medici che vedeva coinvolti otto agenti della polizia penitenziaria e il medico del carcere di Ferrara. La sentenza è arrivata stamattina in Tribunale a Ferrara, dal giudice Sandra Lepore.

Gli agenti al centro dell’inchiesta, difesi dall’avvocato Denis Lovison, dovevano rispondere originariamente di truffa aggravata ai danni dello Stato, per avere prodotto certificati medici che riportavano tutti, senza distinzione, gli stessi problemi: blocco lombare, gastroenterite e crisi cefalgica.

Indagini avviate nel 2016 quando il direttore del carcere, all’epoca Carmela Di Lorenzo, segnalò alla magistratura le difficoltà organizzative all’interno della struttura.

All’inizio gli indagati erano dieci ma per un agente è stata archiviata la posizione prima che iniziasse il processo, proseguito invece per gli altri nove, compreso il medico del carcere che nel frattempo è andato in pensione.

Per tutti dunque è arrivata l’assoluzione per formula piena. “Un aspetto importante per gli appartenenti alla polizia, sottolinea il legale Lovison, sia per un aspetto disciplinare, sia per l’aspetto legato all’avanzamento a grado superiore”. Gli agenti infatti durante i tre anni di processo sono rimasti bloccati nell’avanzamento di carriera.

La sentenza con assoluzione con formula piena, sotto l’aspetto professionale è una grande vittoria, spiega l’avvocato Lovison. “Difendere dieci persone contemporaneamente non è facile, ma la soddisfazione più grande è che queste persone, che da servitori dello stato erano diventati delinquenti, ora hanno avuto giustizia” conclude l’avvocato difensore

 

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