Monsignor Bovelli, “Pastore et Defensor” di Ferrara

Nel 67° anniversario della Liberazione dalla dittatura nazifascista, Ferrara ha deciso di rendere omaggio alla figura di Mons. Ruggero Bovelli, arcivescovo di Ferrara dal 1930 al 1954, ricordandone il ruolo svolto sia a difesa della città dai bombardamenti degli alleati, sia la strenua difesa di tanti cittadini perseguitati, ebrei ferraresi e dissidenti politici del fascismo.

Mons. Ruggero Bovelli fu arcivescovo di Ferrara dal 1930 al 1954, ventiquattro anni di cui i primi 15 fra i più terribili del ‘900, non solo per Ferrara e l’Italia, ma per il mondo intero, per l’Europa in modo particolare, su cui il nazismo e i fascismi stesero la loro ombra nefasta. Anni segnati dalla privazione delle libertà politiche e civili, dalla persecuzione dei dissidenti politici, dalla guerra, dall’odio razziale e dai tragici eventi della Shoah.

Ferrara nel ricordare quest’anno il 67° ’anniversario della Liberazione dal nazifascismo ha deciso di rendergli omaggio ricordandone l’eroica figura di pastore della città e difensore di tutti i perseguitati. Venerdì 20 aprile nella sala del Sinodo Mons.

Maverna a palazzo Arcivescovile il “Ricordo di Mons. Ruggero Bovelli, pastor et defensor” ha voluto restituire alla memoria della città il suo ricordo, attraverso il toccante ricordo di Franco Schoneit, che nel 1943, diciassettene ebreo ferrarese, alla vigilia della partenza per il campo di Fossoli, ebbe modo di frequentare a lungo l’arcivescovo, che aiutò la sua famiglia prima e dopo l’esperienza tragica di Buckenwald.

Suggestivo e toccante anche il ricordo di Paolo Ravenna, così come la ricostruzione della figura storica di mons. Bovelli da parte di Anna Quarzi, direttore dell’Istituto di Storia contemporanea cui si deve l’iniziativa insieme alla curia di ferrara e all’arcivescovo mons. Rabitti, che nel rievocare la figura di Ruggero Bovelli ha ricordato come egli abbia testimoniato nel suo ministero pastorale l’impegno che ogni vescovo assume su di sé all’atto della consacrazione.

Mons. Bovelli, come ha ricordato Anna Quarzi, e come racconta il volume a lui dedicato dal titolo “Mons. Ruggero Bovelli: quarant’anni di episcopato nelle vicende ecclesiali e politiche della prima metà del Novecento” scritto da Amerigo Baruffaldi, negli anni terribili che vanno dal 1943 al 1945 dovette affrontare eventi che sconvolsero la città come l’eccidio Estense del 15 novembre 1943 e in quella drammatica occasione non esitò a richiamare i responsabili al dovere elementare del rispetto da riservare ai morti. Protesse gli ebrei perseguitati, organizzò e realizzò quanto era in suo potere per sottrarre la città di Ferrara ai bombardamenti già decisi dagli alleati nell’aprile 1945.

Quando martedì mattina le celebrazioni in onore del 67° anniversario della Liberazione dall’Italia dal giogo nazifascista si apriranno a Ferrara, in Cattedrale , con la deposizione – come avviene ogni anno – di un mazzo di fiori sulla tomba di Mons. Ruggero Bovelli, tutta la città conoscerà finalmente qual è stata l’opera di Mons. Bovelli a difesa della città e di tanti ebrei perseguitati.

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