ALLARME CARCERI
Servizio del 23/11/2009 - Le carceri scoppiano, ed è urgente prendere provvedimenti. Nasce da questa constatazione l’appello al governo lanciato dai radicali, dai socialisti, dai verdi e da numerose associazioni italiane: bisogna potenziare l’utilizzo delle pene alternative alla detenzione in carcere, e rivedere la legislazione sulla detenzione e lo spaccio di stupefacenti.
Lo ha spiegato oggi Franco Corleone, oggi garante dei detenuti a Firenze, già sottosegretario alla giustizia: oggi in Italia sono detenute 65mila persone. Almeno il 33% si trova in carcere a seguito della legge sulla detenzione e spaccio di droga firmata da Gianfranco Fini e Carlo Giovanardi. Troppo rigida e troppo restrittiva, dice Corleone, la legge pretende di risolvere con la carcerazione pura e semplice un problema che potrebbe essere affrontato più utilmente con pene alternative: affidamento ai servizi sociali, inserimento in una comunità. Se queste misure venissero rifinanziate dal governo, porterebbero a una riduzione di almeno 10mila unità della attuale popolazione carceraria.
Un problema da affrontare anche a livello regionale, ha detto Sergio Alberti, Consigliere regionale socialista. Il carcere di Ferrara è notoriamente sovraffollato, ospita un numero di detenuti di molto superiore alla capienza regolamentare, e non ha sufficiente personale di sorveglianza. Anche per questo, ha spiegato, abbiamo formulato una risoluzione di tutta la maggioranza di centrosinistra, in consiglio regionale, per indurre la giunta a dedicare un’attenzione speciale a questi temi, e in particolare alle pene alternative al carcere.
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