Azienda: Eva batte Adamo
Servizio del 08/03/2010 - Le donne in azienda sono meglio degli uomini . Numerose le ricerche che le darebbero vincenti nella capacità maggior capacità di collaborare, mediare, creare consenso nell’ambito aziendale rispettando le risorse umane. Negli ultimi anni il loro numero è aumentato, ma sono ancora solo il 10%, 13 mila su un totale di 125 mila dirigenti. E per il loro lavoro vengono anche pagate in media il 7% in meno rispetto ai colleghi maschi. Le donne in azienda sono meglio degli uomini. Lo stabilirebbe una ricerca australiana. A confronto oltre 1800 manager d’impresa uomini e donne, in varie aree di competenza. Le donne superano i colleghi maschi nei test per quando riguarda analisi dei punti chiave nella guida strategica, capacità di assumersi rischi, saper riconoscere le capacità altrui, senso estetico, altruismo e innovazione. Gli uomini sono risultati essere meglio soltanto sul controllo delle decisioni operative e sul comando. A pari merito per quanto riguarda la stabilità emotiva, sfatando una volta per tutte la convinzione che le donne siano meno in grado di scindere i sentimenti e l’emotività dalla sfera lavorativa. Più brave le donne anche nell’attività di negoziazione. E' quanto emerge da una ricerca sulla negotation nelle imprese italiane, cui hanno partecipato i top manager di 104 importanti aziende nazionali attive in 18 diversi settori industriali. 4 le qualità specifiche delle donne individuate da Caliper nel campo del management. 4 qualità che contribuirebbero a creare uno stile che si distingue perché le donne hanno maggior capacità di collaborare, di creare consenso nell’ambito aziendale rispettando le risorse umane. Queste le 4 qualità riconosciute : le donne sono più persuasive, hanno  maggiori capacità di comunicazione perché mostrano maggiore empatia e capacità di ascolto attivo, hanno più abilità a formare e guidare un team perché sono piu’ abili nella mediazione e sono più inclini a ignorare le regole, la burocrazia e a rischiare. Una piccola rivincita? Lo sarebbe se l’Italia non fosse un Paese retrogrado sui temi del lavoro femminile. Una realtà che non può essere edulcorata dalla festa dell’8 marzo. Notizie poco confortanti arrivano dal pianeta lavoro: le donne raggiungeranno la parità lavorativa con gli uomini solo nel 2033. Lo dice uno studio di Manageritalia secondo cui le donne nel 2009 hanno rappresentato la forza lavoro solo per il 41%, mentre gli uomini sono al 59,3% con un pesante divario tra Nord e Sud dove la forbice diverge in maniera ancor piu’ feroce.
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