Giro di vite ai permessi per disabili
Servizio del 09/03/2010 - Cambiano e diventano più restrittive le norme per ottenere un permesso per assistere un familiare disabile. La norma riguarda tutti i settori, pubblici e privati, ma nel mirino del ministro Renato Brunetta c’è il pubblico impiego. I dipendenti pubblici ricorrono a questi permessi 6 volte più dei colleghi il che può celare un abuso nel pubblico, (e una difficoltà a ottenerli nel privato). E cosi’ è stretta sui permessi per assistere i disabili. Lo prevede il “collegato lavoroâ€, la legge approvata mercoledì scorso di cui si è parlato per via dell’articolo 18, ma che taglia molti altri diritti a chi lavora. Potranno ottenere il permesso previsto dalla legge 104 del 1992 i parenti fino al secondo grado (fratelli, cognati, nonni e nipoti). Gli altri non potranno più averlo, a meno che i coniugi o i genitori dell’assistito siano ultra 65enni. Un altro importante cambiamento riguarda “l’assistenza multipla†che viene cancellata: per ogni disabile solo una persona potrà ottenere i permessi della 104. Eccezion fatta per i coniugi che devono assistere un figlio: potranno dividersi il permesso, o lo usa il padre o la madre. È stata infine cancellata la norma relativa alla possibilità di assistere in modo “continuativo ed esclusivo†un figlio maggiorenne e convivente. “È una stretta incomprensibileâ€, commenta il segretario di Fp-Cgil Carlo Podda, Gli abusi di permessi e congedi andrebbero, per il sindacalista, contrastati con i controlliâ€, non “limitando i diritti, visti come la fonte stessa del problemaâ€.
Torna alle news Invia ad un amico Condividi |
|