I costi unife 2009-10
Servizio del 27/07/2010 - La prima rata è uguale per tutti, 672 euro. Che ci iscriva ad un corso di laurea, ad una laurea specialistica/magistrale o ad un corso di studio ante-riforma, per varcare la soglia dell’ateneo estense diventando uno studente dell’Università di Ferrara occorre pagare questa cifra. Dei 672 euro 573,87 vanno all’Università , i restanti 98,13 sono invece una tassa regionale. Questo primo pagamento va eseguito all’atto dell’iscrizione e non prevede agevolazioni relative al reddito. Diverso è invece l’iter di attribuzione della seconda rata. Esistono infatti 5 fasce di contribuzione determinate sulla base dell’indicatore ISEE, relativo alla situazione economica, e dell’indicatore ISPE, relativo alla situazione patrimoniale. La richiesta va presentata entro il 26gennaio 2011 e oltre che per reddito gli importi varieranno anche da facoltà a facoltà . Le più economiche sono Giurisprudenza, Lettere, i corsi in Teledidattica ed Economia, la rata può andare da un minimo di 63 euro ad un massimo di 630. Seguono poi Farmacia, Medicina e Chirurgia, Scienze motorie e le Interfacoltà con un minimo di 73 e un massimo di 730 euro. Di poco superiore la rata di Ingegneria compresa tra 78 e 780 euro. è invece di 850 euro la rata massima prevista per Architettura mentre la minima è 85. La più dispendiosa è Odontoiatria, qui la rata minima è di 133 euro mentre la massima è di 1330. Dal secondo anno di immatricolazione però gli studenti migliori possono usufruire anche di agevolazioni per merito. E proprio favorire il merito negli atenei italiani sembra essere l’obiettivo del ddl Gelmini che riforma l’università e la cui discussione finale è iniziata oggi in Senato. Tra i punti principali del provvedimento i concorsi nazionali abilitanti, la cancellazione o fusione delle facoltà meno 'produttive', la possibilità di erogare maggiori finaziamenti a quelle virtuose, l'introduzione di un codice etico per ogni ateneo e di un fondo per il merito per gli studenti più bravi. Per l’opposizione però il provvedimento prevede troppi tagli e niente investimenti penalizzando i giovani nel diritto allo studio e nella possibilità di intraprendere la carriera accademica.
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