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I rwandesi in Italia ricordano! play

I rwandesi in Italia ricordano! Servizio del 10/04/2010 - In occasione della giornata internazionale della memoria per le vittime del genocidio del Rwanda, oggi a Roma   al Teatro Piccolo Eliseo, l’associazione Bene-Rwanda Onlus ricordando il genocidio ruandese del 1994 presenterà le candidature al Premio Nobel per la Pace ai Giusti del Randa. Fra le ragioni che ci devono spingere a ricordare il novecento, ci sono anche le tragiche vicende che hanno portato interi popoli ad essere vittima di operazioni di eliminazione totale programmate da governi dittatoriali e tirannici. Sono i genocidi guidati dall’odio etnico, e da propagande violentemente razziste, cui i sopravvissuti hanno dedicato di volta in volta un giorno della memoria. Per il Rwanda ormai da 16 anni il 7 aprile è giorno del ricordo delle tante vittime del genocidio perpetrato dagli hutu nei confronti dei Tutsi. Un giorno che si commemora anche in Italia, a Roma, dove l’associazione “Bene Randa, cioè figli del randa, promuove quest’anno al teatro Eliseo un incontro aperto a tutti che chiama i rwandesi che si trovano nel nostro paese a testimoniare insieme quella tragedia e insieme ad impegnarsi per un futuro di riconciliazione e di pace. Oggi al teatro eliseo, francoise kankindi, presidente di Benerwanda, che venne a ferrara tre anni fa in occasione di un convegno promosso dal Soroptimist club e dall’Università di Ferrara presenterà ai presenti i cittadini italiani e rwandesi che l’associazione propone come candidati al nobel per la pace insieme . all’associazione Peace Culture! e al Giardino dei Giusti di Padova. Sono Pierantonio Costa, Console onorario Italiano a Kigali all’epoca del genocidio, che dopo aver contribuito all’evacuazione degli italiani e degli altri stranieri e dopo aver salvato molti ruandesi nei primi giorni del genocidio, coraggiosamente tornò nel paese per mettere in salvo oltre confine circa 2.000 Tutsi. La sua storia eccezionale è raccontata nel libro “La lista del Console” di Luciano Scalettari. Ribattezzato dai media lo “Schindler italiano”, Costa è stato riconosciuto come “Giusto” dal Comitato per la Foresta dei Giusti di Milano e dal Giardino dei Giusti di Padova. Yolande Mukagasana, infermiera Tutsi la cui intera famiglia, compresi i tre figli eil marito, è stata sterminata sotto i colpi dei machete. Salvata da una donna Hutu, Yolande ha iniziato un’incessante campagna per testimoniare al mondo il genocidio del Rwanda. La sua storia è raccontata nel libro “La morte non mi ha voluta”. Scrittrice di fama internazionale, considerata la “Primo Levi” ruandese, Yolande ha già ricevuto vari riconoscimenti tra cui la Menzione Onorevole Unesco per l’Educazione alla Pace. Zura Karuhimbi, contadina Hutu che oggi ha 84 anni ed al tempo del genocidio era quasi settantenne. Con grande intelligenza e coraggio ha nascosto e salvato la vita a circa 100 fuggiaschi Tutsi. Se fosse stata scoperta, Zura sarebbe andata incontro alla morte più atroce, quella destinata ai “complici” dei Tutsi. Zura è stata già premiata dal Governo ruandese e recentemente è stata riconosciuta quale “Giusta” dal Giardino dei Giusti di Padova, in Italia.


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