Niky: dolce, affettuosa, furba e indipendente

da Gian Paolo Mantovani

Dolce, affettuosa, simpatica, giocherellona, ma anche cocciuita, indipendente, testarda, furba e perchè no, permalosa al punto che se dal suo punto di vista, riteneva di aver subito un torto, agiva poi di conseguenza. Sto parlando di Niki, il mio primo cane, una Beagle che mi ha condotto in questo affascinante mondo della cinofilia. Era da tempo che volevo scrivere qualcosa su di lei, ma l’impatto emotivo mi ha sempre frenato. Come spesso accade, la molla che ha fatto scattare l’acquisto di Niki, è stata quella di soddisfare il desiderio di mia figlia, che trovava terreno fertile da parte mia, ma una certa ritrosia da parte di mia moglie, anche se alla fine, è stata proprio lei a scegliere prima la razza e poi Niki, da una cucciolata privata nel mese di maggio del 1998 e l’ex proprietaria, ce la ospitò poi per le vacanze estive. A tal proposito, giusto per capire il soggetto che era, alla tenera età di quattro mesi, aveva cercato di sfrattare la madre dalla sua brandina.  A casa poi i problemi non sono mancati, dai suoi bisogni che dispensava un pò dappertutto, alle piante svasate, alla sua passione per il divano, dove sapeva nascondersi così bene tra i cuscini che c’era il rischio di schiacciarla sedendosi. Il clou però, era il letto. Mentre io e mia moglie dormivamo sotto le coperte, Niki arrivava piano piano e si metteva in mezzo a noi, prima parallela ai nostri corpi, poi si girava perpendicolarmente e cominciava a spingere con il risultato che, oltre a svegliarci anchilosati per le strane posture alle quali ci costringeva, più di una volta abbiamo rischiato di cadere. Nei parchi poi dovevamo stare molto attenti a liberarla. Il richiamo era nullo, ovvero veniva quando aveva esaurito tutti gli altri suoi interessi. Se poi era attratta da un odore, partiva e per recuperarla c’era da soffrire e non poco. Ci sono però tante cose per cui devo ringraziare il mio cane. Intanto di avermi aperto gli occhi sull’intelligenza dei cani. Ero convinto che agissero molto per istinto e invece, dapprima con stupore e poi affascinato, ho cominciato a constatare che quando Niky si fissava degli obiettivi e non riusciva ad ottenere risultati con  le strategie utilizzate in precedenza, cambiava tattica inventandosi qualche nuovo stratagemma. Giusto per fare un esempio, quando aveva circa 8 mesi, al parco, aveva deciso di rubare una bottiglia di plastica al suo amico, uno stupendo rottweiller della sua età, di nome Shott. Prima ha provato con le coccole, ma inutilmente, poi con la forza tentando di strappargliela dalla bocca, ovviamente altrettanto inutilmente. A quel punto, si è allontanata di una ventina di metri, cominciando ad abbaiare e saltellare davanti a un ciuffo d’erba. Il rottweiller, prima ha sollevato incuriosito il testone, poi ha deciso di andare a vedere di cosa si trattava, di cosa aveva provocato tutta quell’ agitazione, lasciando cadere la bottiglia di plastica. Niki ha atteso che Shott la raggiungesse e poi, veloce come un fulmine, è partita di corsa per andare a prendersi la bottiglia. Un’altra volta, sempre al parco, è capitato che una cagnetta meticcia di taglia medio-alta, con la quale ogni tanto giocava, ha tentato di ruberle un bastone, con eccessiva irruenza, provocando un lieve litigio. Per una decina di giorni, quando la incontrava, mentre la cagnetta le si avvicinava per tentare di darle alcune leccate al muso, Niky le girava le spalle. Un’altra volta è capitato che mia moglie, accortasi di una marachella fatta in precedenza a casa, l’aveva sgridata. Non capendo il perchè del rimprovero, da qui l’importanza dei tempi di intervento per far comprendere al cane l’azione positiva o negativa, Niki è corsa in camera da letto, è saltata sul letto e dopo essersi messa nella parte dove dorme mia moglie, una volta che incuriositi l’abbiamo raggiunta, guardando mia moglie dritta negli occhi, ha aperto le zampe e fatto pipì. Fatto il punto su questi ed altri episodi, sono arrivato alla conclusione che i cani hanno una intellkigenza e la sanno usare molto bene, così come hanno emozioni e motivazioni, tutte cose che non avevo capito come gestire e quindi era ora che mi dotassi degli strumenti per migliorare il rapporto e risolvere il problema per vivere bene con la mia bestiola. Così sono arrivato ad Itinera Agility Dog, dove viene usato un metodo di educazione gentile. Sono stato allievo di Roberto De Paolo che, visti i risultati, mi ha invitato a fare il percorso per diventare a mia volta Educatore Cinofilo. Ho avuto altresì la fortuna di fare corsi con Ives Michaux, uno dei grandi vecchi della cinofilia gentile europea, con Moreno Sartori ed altri ancora. Io e Niky ci siamo impegnati entrambi ed oguno ci ha messo del suo, così si è instaurato un bellissimo rapporto con notevoli soddisfazioni e quando in vari stage, incontravo altri proprietari di beagles che mi chiedevano come facevo ad avere un beagle così obbediente, mi riempivo d’orgoglio.

Niky non c’è più, ma devo a lei tanto.

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