Non è più tempo di politichette…

CAMBIAMENTO È UNA PAROLA BIFRONTE.
Piena di fascino per chi si lascia attrarre dai tanti guru in circolazione, temuta da chi e’ terrorizzato dalle novità. In politica è il mantra di chi esorcizza i guai del giorno con la promessa di un potere liberatorio, che elimini i problemi senza chiedere nulla in cambio, se non il voto.
Da noi va sempre in coppia con un altra parola, ” il nuovo”, alternativa radicale al passato, colpevole di tutti i mali del Paese. Lo slogan è “mandare a casa il potere ” , senza troppo impegno e fatica, perché nell’epoca della propaganda digitale, bastano poche regolette di neurolinguistica applicata alla comunicazione per ottenere una valanga di likes Una raffica di post e il gioco è fatto. Quei likes nell’urna si tramuteranno in voti.
In questi casi il cambiamento è una chimera, elimina qualche fastidio, ma crea altri problemi, perché il cambiamento, in una comunità, non si subisce, ma si attua. Deve essere un impegno di tutti.

OGGI LA POSTA IN GIOCO È ALTA.

Quello che ci aspetta non è soltanto di mettere a posto i conti dello Stato, impresa peraltro difficile, trovare strategie per rilanciare la produttività delle imprese, far ripartire il turismo, riaprire le scuole e i musei, le aziende, ma per tutti, e non solo per lo Stato, si tratterà di avviare un nuovo progetto di Paese, di Europa, di Mondo.
Come annuncia il continuo ricorso al paragone bellico, la pandemia non solo fa vittime, soprattutto fra i più deboli e indifesi, non solo mette a confronto e a dura prova i sistemi sanitari, non solo blocca il lavoro e chiude i cittadini in casa, come accade in tempo di guerra, ma ci ha imposto di cambiare subito e senza preparazione.
Lo ha fatto in modo imprevisto, ma ci sta facendo capire che non ci si salva da soli e che serve una SEVERA GERARCHIA DELLE PRIORITÀ.

Noi oggi abbiamo le idee più chiare su quali siano le competenze necessarie alla vita della macchina sociale, alla capacità di resistenza delle famiglie e dei singoli. ci ha fatto capire che abbiamo molte potenzialità, ma sempre tanto da imparare, e infine che “da soli si va forse più veloci, ma insieme si va certamente più lontano” . Si vive in pace e meglio, in sostanza, se si collabora, eliminando competizioni disastrose,
La pandemia porta a galla le nostre contraddizioni e nello stesso tempo ci impone di correggerle. Abbiamo capito che non ci conviene un mondo che ha sovvertito in molte parti del pianeta l’equilibrio degli ecosistemi, ignorato le leggi della natura, senza pensare alle possibili conseguenze.

SALVARE IL PIANETA, COME RIPETE OSSESSIVAMENTE LA GIOVANE GRETA THUNBERG È UNA NECESSITÀ.

Il cambiamento tanto invocato dai giovani di “Friday for future” innescherà a cascata mille altre rivoluzioni, ci imporrà di ridurrà il consumismo e lo sfruttamento dei Paesi in difficoltà, di estendere l’istruzione a tutti i bambini del mondo, a potenziare negli adulti la formazione, la cultura e il sapere scientifico. Abbiamo capito che l’ignoranza toglie la libertà, oltre che la salute.
https://www.fridaysforfuture.org/
Per farlo serve un nuovo pensiero, un sistema di valori condiviso e il dovere di non confondere la speranza con le responsabilità.

PER FARLO POSSIAMO ISPIRARCI AI GRANDI CAMBIAMENTI DEL PASSATO E ALLE PAROLE DI CHI HA CONTRIBUITO A DARNE LA DIREZIONE.

«I have a dream» è l’idea centrale del discorso tenuto al termine di una marcia di protesta per i diritti civili dei negri dal reverendo statunitense Martin Luther King davanti al Lincoln Memorial di Washington.
IL SOGNO DI M.L.KING era che un giorno gli Stati Uniti di un’America dell’apartheid “si levassero in piedi e vivessero fino in fondo il senso di una loro conclamata e astratta convinzione e cioè che “che tutti gli uomini sono creati uguali”.
https://www.americanrhetoric.com/speeches/mlkihaveadream.htm

SERVONO IDEE DIROMPENTI come quelle della non violenza radicale del Mahatma Gandhi: la sua protesta non violenta portò l’India, nel 1947, all’indipendenza dall’Impero britannico. Idee come quelle di Nelson Mandela dell’uguaglianza fra neri e bianchi. Non erano sognatori, ma uomini impegnati fino alla morte, al carcere, al discredito e ad ottuse opposizioni a risvegliare le coscienze altrui.
DA NOI NON MANCANO GLI ESEMPI, sono i magistrati vittime della mafia, sono due sacerdoti instancabili come Don Andrea Gallo ( scomparso nel 2013), di cui vi esorto a leggere “La buona novella”, un libriccino pubblicato del 2012 a ridosso di una delle più gravi crisi istituzionali, economiche e morali del nostro Paese.
Come Don Luigi Ciotti, instancabile costruttore di legalità nelle aree più contaminate dalla criminalità mafiosa, dalla corruzione, dall’illegalità.
https://www.libera.it/schede-1274-linea_libera_contro_mafie_e_corruzione

Il cambiamento che ci aspetta toccherà tutti e richiederà non eroi, ma donne e uomini che sappiano scegliere che cosa lasciare in eredità materiale e morale ai loro figli e nipoti.
Toccherà tutti, senza distinzioni, uguali nei diritti e nei doveri, accomunati da fondamentali valori di fondo, diversi e unici nel nostro modo di essere.

PER IL FUTURO SI TRATTA DI SCEGLIERE COME METTERE A SISTEMA CIÒ CHE L’EPIDEMIA CI STA FACENDO SCOPRIRE.

Scegliere se attrezzarci per sconfiggere quando arriveranno nuove possibili pandemie, o se darci da fare per costruire una macchina sociale più lungimirante, in grado di prevenire l’assalto dei virus, i danni al pianeta, la discriminazione fra le persone.
https://www.miur.gov.it/documents/20182/1159614/GlobalGoals+for+MIUR_luglio2018.pdf/25019f6b-527a-4bf3-8eec-e81852b5fd72
Non servono politichette, né l’arrivo di salvatori della patria, servono in tutti i settori della vita collettiva intelligenze e altruismi, una vista lunga e un’intesa non solo multinazionale per mettere in piedi un progetto di vero cambiamento da verificare cammin facendo.

Non si fa in un giorno, ma si comincia adesso, dal cambiamento che ognuno di noi vorrà realizzare prima di tutto su se stesso.

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