“Non è un Paese per onesti…”, mi dice Carolina…

Consultando gli archivi del sito di Telestense, ho trovato questo mio articolo-lettera del 2014. Ahimè l’ho trovato di drammatica attualità.

E ho deciso di ripubblicarlo in questo blog, per sollecitare reazioni odierne. Magari per sentirmi dire: ” No, non è più così, oggi è molto peggio? meglio? …”Ditelo voi.

Ha trent’anni, due lauree e un master , ma nessun lavoro … la sua ostinata fiducia nella parte buona del Paese in cui è nata,  cresciuta, si è formata… è stata travolta dalle cronache degli ultimi giorni.  Che cosa ribattere oggi a chi ha speso questi ultimi dieci anni a studiare,  prepararsi per entrare nella società della conoscenza e dare il proprio contributo al progresso dell’Italia, farla uscire dalle sabbie mobili che ne frenano da decenni la crescita, di fronte alle vicende con cui tutti i telegiornali da giorni titolano l’apertura?  Lei mi fissa:  “ …dopo gli scandali Expo, dopo il Mose, la cupola mafiosa di  Roma è stata la” cascata”  che mi ha travolto e  ha sepolto le poche  speranze che ancora ponevo nella rinascita del Paese”. “Da noi il potere politico non ce la farà mai  ad autoriformarsi, continua, l’inquinamento parte dalle radici, è un male diffuso e avanzato. Gli Italiani onesti non si arrabbiano neppure più, molti cercano di salvare il salvabile, cioè arrivare a fine mese. Altri sono semplicemente rassegnati, alcuni si sentono impotenti.”

“Chi entra in politica per tentare di cambiare le cose, dico io, si trova di fronte resistenze insormontabili. Quante in buona fede? E poi con chi allearsi? Il Paese è composto a metà di egoisti pronti a chiudere un occhio pur di arricchirsi,  magari soltanto per consegnare auto, due appartamenti, conto in bancae, e se va bene anche  un ottimo lavoro al proprio figlio. Mentre i  più ambiziosi puntano sulle amicizie “giuste” per avere successo negli affari e far carriera”. Tento un’analisi: ” Grillo poteva essere una chance, ma si è perso in chiacchiere, scontrini, espulsioni e accordi con gli antieuropeisti più impresentabili!”

“Cerca di avere buone relazioni!”, questa oggi è la parola d’ordine. Ma che vuol dire? Mica devo fare salotto! Io cerco lavoro, ho competenze precise, so parlare tre lingue, mi piace lavorare sodo… Perché  non deve bastare un concorso a mettermi alla prova? O un colloquio, magari due, tre, severi e selettivi?

Invece mi ripetete che devo essere “furba”!

” Non io, certo, Carolina mia. Sai bene ( mi difendo) che non appartengo alla categoria né dei furbi, né di chi li invidia”.

“La furberia, mi sembra di capire, (Carolina ama essere precisa)   è   intelligenza piegata ai propri interessi particolari, in barba agli altri o, nel migliore dei casi, coniugati con quelli del potente di turno. “

“Gli Italiani non sono soltanto dei voltagabbana, suggerisco, purtroppo il male di questo Paese è nelle coscienze di chi lo abita, sempre più confuse di fronte alla capacità di orientarsi  fra bene e male. Ma poi chi glielo ha insegnato a distinguere fra bene e male? La famiglia? La parrocchia? Il partito? La scuola? Nella maggior parte dei casi Dinasty, Dallas, o giù di lì. L’intelligenza dovrebbe bastare  in un Paese normale a coniugare più interessi: i tuoi e quelli della società in cui vivi, del tuo Paese”.

Questo, almeno, dovrebbe accadere in un Paese normale, o meglio, morale!

Alla mia generazione è accaduto in molti casi. Avevamo un sogno, ci siamo impegnati a fondo per realizzarlo. Forse voi non ce la farete. Forse l’aria che vi circonda è troppo ammorbata.

E non viene in aiuto neppure l’etica pubblica, perché a dare il cattivo esempio è proprio chi gestisce la sfera pubblica, dotato di un potere che nella farragine di leggi, leggine, contro leggi, può fare il bello e il cattivo tempo. Tanto ha sempre  il coltello dalla parte del manico.

A Roma ci sono i criminali vestiti da affaristi, gli affaristi rotti ad ogni compromesso criminale, i politici  o si sono fatti corrompere o  erano muti,  sordi e ciechi. Oppure proprio non capivano e non vedevano e allora non sono  disonesti, ma veri e propri imbecilli! Magari forti di un successo da star nei book shop e nei talk show di prima e seconda serata.

Ed è a questi che gli Italiani hanno affidato la capitale e in qualche caso il Paese.

“Carolina, perdonami, ma non ti so rispondere. Spero, invece, che la cosiddetta rottamazione  cambi bersaglio e, piuttosto  che degli over  50 o 60 , si occupi e si preoccupi dei corrotti, dei disonesti e degli imbecilli. Almeno per toglierli dai posti di comando.  E per farlo so che non basterà l’azione dei giudici. Non basteranno le inchieste. Servirebbe, invece, da subito una profonda e coraggiosa capacità di fare piazza pulita. Puntare sugli onesti.  Ma non ho speranze, né per te, né per me.

dalia bighinati 08/12/2014 

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