“Nessun ‘buco’ oscurato: per compensare mancati finanziamenti è intervenuta la Regione, non Carife”

Tiziano Carradori

Tiziano Carradori (foto d’archivio)

Sulla vicenda segnalata da Sensoli abbiamo chiesto chiarimenti al Direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, Tiziano Carradori, alla guida del Polo di Cona dal 2015, quindi almeno tre anni dopo i fatti cui la Sensoli si riferisce.

Risponde con un certo stupore e racconta i fatti come a lui risultano.

Tiziano Carradori attuale direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria Sant’Anna, ricostruisce al telefono la vicenda che secondo il Movimento 5 Stelle avrebbe comportato ai conti dell’ospedale un buco di bilancio mai ripianato di 100 milioni di euro.

I mancati finanziamenti, dice Carradori, ci sono stati, e sono relativi,l’uno alla mancata alienazione dell’ex Sant’Anna di Corso Giovecca che avrebbe dovuto portare nelle casse dell’azienda 30 milioni di euro . L’altro pari a 65milioni, relativo al voltafaccia di Inail, che dopo aver firmato nel 2009 il rogito di compravendita per l’acquisto di una parte della nuova struttura, nel 2012, fece dietro front.

La Regione è intervenuta, dice Carradori, in entrambi i casi, e tutto – aggiunge-è stato messo nero su bianco nei bilanci dell’Azienda e nelle relazioni contabili, compresa quella alla Corte dei Conti. Per i 30 milioni della mancata vendita dell’ex Sant’Anna, la Regione ha deliberato un finanziamento in conto capitale di pari valore. In sostanza la Regione ha deciso di fare un investimento, il che non comporta automaticamente un debito dell’azienda nei suoi confronti. Mentre il mancato introito per il dietrofront di Inail è stato coperto dalla Regione con un’anticipazione di cassa. E questo è il debito che attualmente l’Azienda ha nei confronti della Regione.

Ma, aggiunge Carradori, la partita con Inail non è ancora chiusa: la Regione, infatti, si è fatta avanti con Inail per vedere se nei nuovi piani di investimento ci sia di nuovo interesse per l’acquisto, verificata l’infondatezza della parziale inadeguatezza antisismica come ragione del dietrofront. In ogni caso, commenta Carradori, per l’Azienda è molto meglio avere un debito con la Regione, ma essere proprietaria dell’intero stabile, che non pagare l’affitto all’Inail e dover gestire la struttura di Cona in comproprietà.

Del tutto inconcepibile, chiosa infine Carradori, l’insinuazione di un presunto danno arrecato dalla costruzione dell’ospedale di Cona a Carife e quindi, con il senno di poi, ai cittadini ferraresi, coinvolti nel crack dell’istituto bancario.

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