Ospedale di Cona: riparte il progetto di Pet Therapy con Chiaramilla

Si è svolta questa mattina, giovedì 3 ottobre, presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, la conferenza stampa di presentazione del progetto di Educazione Assistita da Animali, organizzato dall’Associazione ChiaraMilla, denominato “Con un battito di coda”. All’incontro con la stampa erano presenti la dott.ssa Paola Antonioli, medico della Direzione Medica e la dott.ssa Marina Casciani, Associazione ChiaraMilla e Responsabile del progetto.

Le attività di Educazione Assistita da Animali saranno destinate al Reparto di Medicina Riabilitativa dell’ospedale di Cona, avranno durata di 3 anni (11 mesi l’anno, escluso il mese di agosto) a partire dal 22 ottobre, ogni martedì, con incontri settimanali di 2 ore (dalle 14.30 alle 16.30) tenuti dall’equipe dell’Associazione ChiaraMilla, riconosciuta secondo line guida ministeriali.

Il progetto si realizza attraverso la messa in atto di interventi di “Attività/Educazione Assistita da Animali” volti a creare momenti di relazione e gioco tra utente e pet (cani) che distolgano l’attenzione dai problemi, rilassino attraverso l’esperienza tattile di contatto con l’animale, divertano attraverso il gioco e implementino nel paziente la possibilità di sentirsi ancora utile attraverso la proposta di esercizi mirati alla cura del cane. Tutto questo attraverso l’ampliamento dello spettro comunicativo per mezzo della comunicazione non verbale.

L’animale diventa un importante elemento di mediazione sociale tra paziente e operatori, agendo sulla motivazione del paziente stesso a partecipare alle attività. In fase di riabilitazione fisica, ad esempio, proporre ad un paziente di svolgere movimenti indicati dal fisioterapista attraverso il gioco con un cane, diventa un modo di fare attività riabilitativa divertendosi, distraendosi e soprattutto mettendosi in relazione con un essere vivente privo di qualunque aspettativa se non quella di veder sorridere il proprio interlocutore.

Il paziente può così “dimenticare” per qualche tempo la malattia, per ritrovare una dimensione più naturale, quasi di casa. Inoltre, spesso il cane diventa motivo di dialogo e suscita ricordi emozionali legati al vissuto dell’utente.

3 Commenti

  1. Mi piacerebbe partecipare con la mia volpina! Presa al canile 3 anni fa vittima di un sequestro! È dolcissima!

  2. Bellissima iniziativa io sono talassemica e so quanta compagnia può fare un pelosetti anche durante la cura … io parteciperei volentieri con la mia chihuahua dolcissima e amante dei bambini

  3. Il mio cane .. si chiama Oliver … e lui che mi ha salvato .. è un golden retriever. Ho avuto un ictus e la cosa più importante x me ….è portare fuori il mio cane

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