Papilloma Virus, un convegno per conoscerlo: dall’infezione, al carcinoma, ai vaccini

Come si trasmette il virus, qual è il ruolo dell’uomo e anche i rischi che questo corre pur essendo portatore sano, quali sono i test che oggi sono disponibili per eseguire diagnosi precoci e lo screening, chi può essere vaccinato? Queste alcune delle domande a cui gli esperti hanno risposto lo scorso 28 aprile nell’ambito del convegno dal titolo “HPV, tutti i perché di un virus, dall’infezione al carcinoma.” Un incontro tenutosi presso l’aula Magna del Polo Ospedaliero Universitario di Cona, al quale sono intervenuti il professor Pantaleo Greco, direttore della clinica Ostetrica e Ginecologica dell’arcispedale S. Anna, il professor Giovanni Lanza, direttore dell’Istituto di Anatomia Patologica dello stesso, ma anche figura come l’immunologa Laura Sighinolfi, la ginecologa Paola Garutti, che di Hpv si occupa da anni, e fa parte del coordinamento regionale per lo screening, Caterina Palmonari, responsabile del centro Screening dell’Ausl di Ferrara e Marisa Cova, responsabile del centro vaccinazioni.

Ed è proprio sui vaccini e sullo screening che si sono concentrate le domande del pubblico, a dimostrazione di quanto ancora ci sia bisogno di chiarezza e di informazioni su questo tema.

E che i genitori italiani siano meno informati, rispetto a 6 anni, lo dice anche l’indagine: “Chi ha paura del Papillomavirus? Com’è cambiato l’atteggiamento dei genitori italiani verso la vaccinazione anti-HPV”, realizzata dal Censis e presentata nei giorni scorsi a Roma.

L’85,1% dei genitori afferma di sapere cosa sia il Papillomavirus, ma tra i papà la quota si abbassa al 75,9%. “L’87,4% dei genitori (e quasi la totalità delle donne: il 91,6%) associa correttamente l’Hpv al tumore al collo dell’utero, ma è molto inferiore la percentuale di chi sa che può essere responsabile di altri tumori che riguardano anche l’uomo (47,2%), mentre il 36,6% dei genitori è convinto che si tratti di un virus che colpisce esclusivamente le donne.

Un terzo delle famiglie ha immunizzato il figlio contro il Papillomavirus (HPV), in particolare il 56,6% ha dichiarato di aver vaccinato le proprie figlie, il 7,3 i propri figli.
In Emilia Romagna ad esempio, è stato spiegato nel corso del convegno, da quest’anno viene offerto gratuitamente non solo alle bambine di 11 e 12 anni ma anche ai coetanei maschi.

Oltre al vaccino però la prevenzione, oggi fondamentale per le donne adulte, si fa con lo screening, gratuito, che in provincia di Ferrara si svolge sia con il vecchio pap test che con il nuovo, e più affidabile, Hpv test. Nel 2016 sono stati eseguiti, nel territorio provinciale, 21.566 pap test e il 65% delle donne chiamate per lo screening ha risposto positivamente. Aderire alla chiamata è fondamentale per la propria salute, hanno spiegato i relatori, basti pensare che dal 1996 ad oggi, l’incidenza del tumori legati all’Hpv si è ridotta del 6,2% all’anno.

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