Voce del PD torna a farsi sentire e apre stagione politica autunnale all’insegna della ricostruzione della Sinistra

Mentre a Ravenna si svolge la festa nazionale del PD e a Cortona entra nel vivo la convention di AREADEM con i big del partito chiamata a raccolta da Dario Franceschini, dai quotidiani nazionali arrivano le voci di due figure di spicco oltre che simbolo del PD: Walter Veltroni, fondatore e primo segretario nazionale del partito e Maurizio Martina, Segretario attuale.

Ha aperto ierisera a Ravenna la festa nazionale dell’Unità con una lectio magistralis dal titlo “Essere di sinistra in questo tempo della storia” : dopo l’intervento di tre giorni fa sul quotidiano La Repubblica, Veltroni torna a far sentire la sua voce davanti al popolo PD “Le persone quando mi fermano per strada – ha iniziato Veltroni – mi domandano spesso “che cosa possiamo fare” e non “che cosa farete”: l’utilizzo del noi, ancora, dopo la grande sconfitta elettorale di quest’anno, mi dà tanta speranza perchè è il segno di uno spirito di sinistra, che continua a vivere, ma che in questo momento storico ha perso la strada e fatica a riconoscersi.”

La prima cosa che il PD deve fare, secondo Veltroni, è dirsi la verità e scavare a fondo per capire perchè 6 milioni di persone non lo hanno più votato. “Bisogna recuperare – ha sottolineato – l’umiltà dell’ascolto e della condivisione: parlare con la gente, ascoltarla, senza dare l’impressione di voler imporre il nostro punto di vista perchè ci consideriamo nel giusto. Non dobbiamo lasciarci scoraggiare dall’ultimo responso elettorale, è tempo  invece di confrontarci con quelle persone che hanno scelto il M5S come voto di protesta e che oggi vivono con l’angoscia e la paura, con la rabbia e il risentimento, perchè si sentono smarriti e sono preoccupati per le sorti dell’Italia e dell’Europa. Veltroni interviene anche sulle parole che oggi hanno così profondamente mutato il discorso politico,: “Le parole sono importanti, ha detto il primo segretario Pd, che ha dichiarato la propria delusione di fronte a chi urla e infiamma gli animi dal web. “Questa non è la storia della sinistra, non lo è mai stata: dobbiamo aprire porte e finestre per accogliere le persone e porre fine al conflitto. “

Oggi dalle pagine di Repubblica gli fa eco l’attuale segretario Pd, anche lui oggi e domani a Cortona, dove sono attesi numerosi big del partito, escluso Renzi.

«Penso che sia venuto il momento di chiamare ad una mobilitazione nazionale gli italiani che non si rassegnano a vedere questo Paese in preda ai seminatori di odio, risponde Martina alla giornalista, aggiungendo la volontà del Pd di fare fa un passo avanti, scendendo in piazza il 29 settembre, a Roma. Sarà “la piazza per l’Italia, diceMartina, che non ha paura”, che vuole e può costruire una prospettiva di speranza per il Paese».

Maurizio Martina assicura che ce la sta mettendo tutta per connettere il partito con i milioni di elettori che si sono allontanati: si riparte dalle persone e dalle loro necessità, chiosa, con un messaggio unitario, allargato.

Obiettivo prioritario: costruire un’alternativa al governo, un progetto unitario, un pensiero nuovo. Il momento lo impone. Lega e Cinque Stelle stanno demolendo i sacrifici fatti dagli italiani. L’Italia sta diventando la frontiera più delicata del futuro europeo. Affronteremo un autunno rischioso dal punto di vista economico e sociale. L’attuale governo maneggia con una superficialità disarmante questioni che hanno a che vedere con la fatica che la gente ha fatto in tutti questi anni di crisi: “Il nuovo Pd, secondo il segretario, deve raccogliere tutte le energie e le sensibilità alternative alla deriva sovranista, sui riferimenti europei».

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