PD: Tagliani e Calvano a confronto, in vista di amministrative ed europee

PD tagliani calvanoIl 2019 sarà un anno politicamente importante, che vedrà elezioni europee, regionali ed amministrative, tra cui quelle della città di Ferrara.

Il Partito Democratico, che sta attraversando una crisi di consensi, si è riunito alla festa di Porotto per mettere a confronto il sindaco Tiziano Tagliani ed il segretario regionale Paolo Calvano, moderato da noi di Telestense.

Manca meno di un anno a quelle che saranno le elezioni amministrative (per Ferrara e per molti Comuni) e quelle europee, a cui seguiranno successivamente le regionali. Un passaggio delicato che potrebbe portare ad una vera e propria rivoluzione nel capoluogo estense, da sempre governato da maggioranze di centro-sinistra, ma che dopo le elezioni del 4 marzo ha messo in evidenza – anche nel nostro territorio – la forte avanzata di Lega (in primis) e del Movimento 5 Stelle. Sulla base di quelle che sono le prospettive future, il PD ferrarese si è riunito presso la festa di Porotto, attualmente in corso, per mettere a confronto il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani ed il segretario regionale Paolo Calvano, moderati da Nicola Franceschini di Telestense, per fare un bilancio dei quasi dieci anni di mandato del primo cittadino estense e del ruolo della Regione in vari ambiti, tra cui quello sulle infrastrutture.

Ma l’incontro si è aperto parlando del Partito Democratico di oggi, definendo “una bella batosta” quella del 4 marzo come sottolineato da Calvano che rimprovera il fatto di aver raccontato un Paese diverso da quello delle persone, aggiungendo che, pur essendo convinto che questo governo farà disastri al Paese, non è scontato che riporti la gente a votare Pd, come successo nel 2013. Ma è Tagliani che, incalzato da una domanda riguardante la sicurezza e la zona GAD, ha preso la scena sostenendo che la realtà è stata enfatizzata, grazie anche all’appoggio – a suo dire – di certa stampa. Il sindaco non è uno sceriffo – ha precisato – i Comuni non hanno competenza nella repressione dei reati perché la Municipale non ha accesso alle banche dati del Viminale.

Altri temi “caldi” hanno spaziato dal Palaspecchi, che non è stato abbattuto come richiesto dalle opposizioni ed il cui nuovo progetto Corti di Medoro disporrà presto di uno studentato, ampliando la zona universitaria della città anche nell’area sud-ovest, fino al crac Carife. Tagliani ha raccontato di essere stato sempre dalla parte dei risparmiatori, pur facendosi carico degli errori del suo governo e del suo partito.

E a proposito di governi a guida PD, non sono mancate critiche da parte di Calvano nei confronti del proprio partito che, a sei mesi dalla sconfitta elettorale, non ha ancora realizzato un congresso.

La domanda più attesa della serata, tuttavia, era quella relativa a chi candiderà il PD alle prossime amministrative di Ferrara. Il nome, come presumibile, non è uscito in maniera esplicita, ma Tagliani non ha rinunciato a sottolineare che alcuni suoi assessori avrebbero tutte le caratteristiche per farlo, e che al futuro primo cittadino, chiunque sarà, lascerà una città complessivamente migliore, pur tra alti e bassi, rispetto a quella di nove anni fa, quando venne eletto la prima volta, con una riqualificazione di commercio e turismo, tasse ferme a quelle di sei anni fa e investimenti anche per la Spal e lo stadio.

Una panoramica, dunque, che per Tagliani include qualche autocritica e diversi punti positivi, spesso messi in secondo piano, a suo dire, dalla cronaca.

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