Il PD ferrarese presenta la mozione Zingaretti

franceschini taglianiIeri sera a Ferrara la presentazione della mozione Zingaretti al Circolo PD di via Bologna 218. Molti i presenti per un confronto in tutta libertà, aperto dal Sindaco Tiziano Tagliani, cui hanno preso parte, fra i vip del Partito, Dario Franceschini e Paola Boldrini, la consigliera regionale Marcella Zappaterra, Roberto Montanari, presidente della Commissione nazionale di garanzia del Pd, il vice sindaco di Ferrara Massimo Maisto e numerosi fra sindaci, assessori dei Comuni ferraresi, militanti Pd e cittadini interessati.

Sono sei i candidati attuali alle primarie del PD, che si proporranno in questi due mesi al popolo PD e della sinistra, iscritti e simpatizzanti, per contendersi la guida del Partito a livello nazionale. Di questi solo tre andranno il 3 marzo prossimo al voto che dovrà decidere a chi dare la carica di Segretario nazionale PD.

Le mozioni dei sei candidati, Nicola Zingaretti, Maurizio Martina, Roberto Giachetti, Francesco Boccia, Dario Corallo, Maria Saladino, che il 12 dicembre 2018 hanno consegnato le firme per la candidatura verranno presentate entro la fine di Gennaio ai circoli ferraresi che dovranno scegliere fra questi nel corso dei prossimi congressi di circolo, sia i propri rappresentanti all’assemblea nazionale Pd del 3 marzo sia i candidati da proporre al voto. “Se nessuno dei tre candidati riceverà il 3 marzo il 51% dei voti – toccherà all’Assemblea nazionale prendere la decisione sulla guida del partito.”

Parole d’ordine dell’incontro di ierisera: partecipazione, “necessaria ha detto Tagliani, per costruire una leadership credibile” o al contrario “scomparire dalla scena politica delle città “, ma anche capacità di riconoscere gli errori fatti, quindi discontinuità rispetto al passato e apertura al confronto contro, come ha tuonato Girolamo Calò, il pensiero unico di marca Renziana.

Fra le doti di Zingaretti, la capacità di tenere unito il popolo della sinistra e del centrosinistra, una reale empatia con gli elettori, senza bisogno di ricorrere alle astuzie dei social.

Rivendicando una presenza non più silente, ma attiva e propositiva sul territorio, il PD in questi mesi dovrà uscire con una idea diversa mettendo al centro del dibattito il lavoro, il problema dei giovani,” mandarti al macello della precarietà”, la necessità di rivedere la riforma della “ buona scuola”.

Per Dario Franceschini l’obiettivo del Pd oggi è salvare la democrazia, per difendere i valori fondativi del Paese. “Un errore ritenersi superiori agli altri, ma è necessaria totale discontinuità”.

Marcella Zappaterra ha spiegato la scelta della mozione, perché, “Nicola Zingaretti, ha detto, è inclusivo, competente, politico, il più vicino a Marco Minniti” per il quale la consigliera regionale aveva espresso la propria preferenze, prima che questi si ritirasse dalla competizione.

La opzione Zingaretti non convince, è stato detto da più voci, al 100% , ma proprio perché Zingaretti accetta spazi di confronto, diventa una garanzia contro il pensiero unico.

L’entusiasmo per il pienone in sala è stato smorzato da Roberto Montanari, “Il problema è politico, ha detto, non organizzativo, sebbene anche l’organizzazione richiederà in questi mesi impegno e fatica, come ha ricordato Massimo Maisto, ma la scelta fondamentale dentro il partito è fra chi accetta il confronto delle opinioni, chi sa tenere insieme mondi diversi, e chi ha introdotto il personalismo e messo al bando il pensiero alternativo. In sostanza per riprendere consensi bisognerà dire in queste settimane ai congressi di circolo che il Pd ha ricevuto una lezione e ha capito.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


 
130 queries in 1,360 seconds.