“Pensieri e persone” – Blog di Alessandra Chiappini

Qualcuno ricorda Alberto Cerini?

Pare di vederlo, con il cappello a tesa larga, passo cadenzato e un po’ lento, occhi che ti leggevano dentro, vivaci e perspicaci come pochi. Personalità esuberante, intelligenza curiosa e instancabilmente avida di cogliere la vita in tutte le sue espressioni; amante dell’arte, raffinato estimatore ed esegeta del bello, e da quel bello capace di lasciarsi affascinare nella mente e nel cuore (così non pochi di noi l’hanno conosciuto). Era ragioniere di banca, ma non ne aveva il look -ammesso che chi lavora in banca ne abbia uno specifico: oggi magari poco, negli anni 50-70 certamente di più. E’ stato uno degli animatori più originali della vita culturale ferrarese nei decenni ’60-70 del secolo scorso. Profondamente convinto che la cultura e l’arte costituissero il più potente dispositivo di crescita e un vero volano di civiltà, si era fatto instancabile organizzatore di opportunità formative itineranti (chiamarle gite mi parrebbe riduttivo) spesso a tema e con mete inusuali. Erano davvero occasioni affascinanti e sfiziose. Era persuaso che l’arte costituisse una continua scoperta e che, come tale, le sue espressioni richiedessero un’altrettanto costante ricerca; così ci conduceva in luoghi quasi sempre vicini e conosciuti, e ci insegnava a riscoprirli. Talvolta si trattava di passeggiate tematiche in città, secondo una pratica oggi diffusa, ma allora decisamente inedita. In questo è stato davvero un antesignano. E poiché era anche persuaso che il bello si connotasse di una quota di appartenenza a tutti, bussava ai portoni degli edifici testimoni di bellezza , anche privati, per metterci a parte di questo patrimonio. E gli si aprivano tutte le porte. Aveva certo le credenziali in regola per essere ammesso e farci ammettere: era Gran Console del Touring Club. Ma, soprattutto, possedeva un’energia straordinaria: una percezione profondamente etica della cultura, senz’ombra di retorica, e l’entusiasmo limpido e travolgente che da questa concezione balzava fuori, irresistibile e contagioso. Alberto era insuperabile nel farsi amare, perché, grazie alle sue intuizioni e alla sua capacità di accoglienza, sapeva riconoscere il meglio della vita ovunque si ritrovasse. E nella sua percezione della bellezza, arte e paesaggio, del quale la persona con la sua dignità non negoziabile, come si direbbe oggi, era il baricentro, costituivano davvero un insieme unico (anche in questo Alberto è stato un precursore) e, mi verrebbe da dire, sacrale; di una sacralità quasi mistica nella sua convinta laicità. Ormai avanti con gli anni, aveva deciso di vivere al Grattacielo da poco costruito, e, allora, luogo-immagine della modernità, trascinando in questa scelta poco convenzionale la dolce Linda, sua moglie, e una perplessa, ma rassegnata anziana zia Ida, che tutto avrebbe immaginato tranne che finire i suoi giorni tra le nuvole. Dall’alto del balcone guardava soddisfatto la sua città e gli pareva di poterla pensare e amare più intensamente da quell’osservatorio.

I nipoti hanno recentemente recuperato un suo studio/documento sulle scale storiche ferraresi con scatti di Oreste Biancolli, di grande interesse, rimasto inedito dopo la morte improvvisa nel 1980, e poi sommerso dalle tante carte sopravvissute e dal trascorrere del tempo. Il documento è diventato un libro e un’occasione per ricordare Alberto. E mi piace pensare che dalla cima di quelle scale altissime che ha salito ormai trentatré anni fa e che non ha potuto documentare nel suo libro, inviti anche noi a sollevare lo sguardo da questo presente che non ci piace granché , verso quei riflessi di Bellezza che tanto amava e ai quali oggi è importante quanto mai fare riferimento.

Presentazione

chiappiniSono Alessandra Chiappini, mamma, nonna, cittadina, come tante/i. Ho trascorso la mia vita fra libri e persone. Fra i molti altri che connotano e condizionano la nostra esistenza, questi fattori concorrano a darle un significato pieno: le persone in primis, ovviamente; i libri, intesi in senso aperto, come collettori di pensieri e informazioni, un po’ dopo, ma non di tanto. I libri e le persone sono in grado di renderci migliore o peggiore la vita. E la saggezza –o la follia- che sedimentiamo con il passare degli anni, sono nutrite in gran parte da loro. Credo che questo terreno possa essere fertile.

2 Commenti

  1. Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza.
    – Socrate –

  2. Pingback: Scale a Ferrara | Telestense.it - Ferrara

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