Perché il PD ha perso? I commenti del neodeputato Luigi Marattin e della neosenatrice Paola Boldrini

La sconfitta del Pd non solo ha cambiato la geografia politica del Paese, ma ha dato un volto diverso ad intere comunità locali, che in parte faticano a riconoscersi nei risultati del voto del 4 marzo.

Noi oggi abbiamo chiesto a due ferraresi neo-eletti in Parlamento, Luigi Marattin, alla Camera, e Paola Boldrini al Senato, che cosa è successo, a loro avviso, in questa campagna elettorale per cambiare cosi radicalmente l’identità politica del Paese e come vedono l’immediato futuro del Paese e del Partito.

Per Marina Sereni, PD, ex vice presidente della Camera dei Deputati il 4 marzo scorso si è chiuso un ciclo politico, iniziato con la discesa in campo di Berlusconi nel ’94e dominato alternativamente dai due partiti di maggioranza relativa, Forza Italia e PD. Per il prestigioso Istituto di studi e ricerche Carlo Cattaneo, la novità più eclatante di queste elezioni, oltre al sorpasso della Lega su Forza Italia e il pieno di voti al Centro Sud del M5S, è proprio la sconfitta del Pd, che non solo ha cambiato la geografia politica del Paese, ma ha dato un volto diverso ad intere comunità locali.

Ma come interpretano questo dato gli eletti ferraresi del Pd al nuovo Parlamento?

Per Luigi Marattin, per la prima volta alla Camera, dopo 5 anni da consigliere economico di Renzi e Gentiloni “gli elettori hanno creduto più alle ricette facili – flat tax, reddito di cittadinanza, abolizione della legge Fornero, che alle nostre proposte e ai risultati di governo di questi 5 anni”.

“Se gli Italiani non ci vogliono al governo, aggiunge, andremo all’opposizione” .

Quanto agli errori, Marattin, lapidario come sempre, riconosce che il Pd “non è riuscito a rispondere senza raccontare lo stesso tipo di “fandonie” ai bisogni dei cittadini.” Mentre sui possibili errori di una campagna fatta prevalentemente sui meriti della passata legislatura e poco sul futuro, Marattin non accetta più di tanto di fare autocritica, ma riconosce che M5S e Lega abbiano intercettato più di quanto non sia riuscito al PD i bisogni degli Italiani. “ Giusto che governino insieme, Lega e Penta stellati e che realizzino le promesse fatte a chi li ha votati” .

Se non lo vogliono fare, si vada a rielezioni, spiegandone il perché.

Ai dirigenti del Pd ferrarese e regionale, Vitellio e Calvano, Marattin chiede di interrogarsi sulle ragioni locali di una sconfitta così pesante: giusto, dice, rinnovare i vertici nazionali, ma già molti segretari in Umbria e in vari Comuni d’Italia, nel ferrarese , Eric Zaghini, sindaco di Berra, si stanno dimettendo. Vitellio e Calvano dovrebbero almeno aprire una stagione congressuale, riflettere sulle sconfitte di questi anni, e solo dopo eventualmente ricandidarsi.

boldrini pdDiverso il tono della neosenatrice Paola Boldrini, pronta a riconoscere che se il Pd ha perso così pesantemente , forse è perché non ha saputo comunicare bene non solo quello che ha fatto al governo, ma anche quello che intendeva fare nel futuro.

O forse, aggiunge, le persone avevano bisogno di altro. “ Noi, dice, abbiamo un modo diverso di relazionarci con gli elettori – in sostanza facciamo i conti con la realtà- certamente gli Italiani hanno preferito le soluzioni e i tempi promessi dagli altri partiti. Noi adesso dobbiamo fare autocritica, oggi è tempo di capire dove andare a porre i correttivi, ma senza farci la guerra fra noi”.

Priorità assoluta, dunque, ascoltare la gente. “Io, aggiunge, in questi anni ho cercato di farlo”.

Quindi fa una riflessioni sui possibili luoghi dell’incontro fra cittadini e politica.

“Troppo anonimo il web, mentre l’abolizione, per le città con meno di 250.000 abitanti, delle circoscrizioni, che erano un punto di riferimento e il primo filtro del rapporto fra istituzioni e cittadini, ha spazzato via un luogo importante di partecipazione e ascolto. “ Quanto ad un futuro possibile governo, la senatrice ricorda come i 5stelle risposero nel 2013 a Bersani. “E comunque, conclude, per collaborare, bisogna che si muova per primo e sia disposto a fare patti chiari , chi ha più bisogno dell’altro.”

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