Tassa sulla plastica, sindaco Fabbri: “Grave colpo all’economia locale”

Fa discutere la plastic tax, la nuova tassa sui prodotti di plastica monouso e sugli imballaggi, prevista dalla bozza della manovra finanziaria 2019 del Governo, tassa che dovrebbe portare nelle casse dello stato poco meno di 3 miliardi e dovrebbe entrare in vigore dal 2020. Una plastic tax che divide non poco.

rom fabbri alan“La plastic tax? Per Ferrara sarebbe un grave colpo all’economia locale”. Così il sindaco Alan Fabbri delinea l’impatto economico che la tassa in discussione nella manovra finanziaria avrebbe sulla città estense nel caso entrasse in vigore il prossimo anno.

“Sono 1700 i lavoratori assunti come operatori fissi nel comparto della produzione della plastica e a questi si aggiungono altri 600 lavoratori periodici e altri 700 stagionali”, continua il primo cittadino, un balzello che colpirebbe la realtà ferrarese più di altre.

“Ferrara infatti sarebbe una zona di partenza della produzione della materia utilizzata per il packaging e metterebbe a rischio numerosi posti di lavoro senza evidentemente risolvere il problema ambientale” sottolinea Fabbri. Intanto, in questo periodo di forti discussioni, il partito al Governo insieme al Pd, il Movimento 5 Stelle, dichiara guerra alla plastica monouso attraverso i consiglieri emiliano romagnoli. I pentastellati starebbero lavorando a un progetto di legge regionale sullo stop all’utilizzo di prodotti in plastica monouso durante manifestazioni fieristiche e sagre organizzate o finanziate, anche solo in parte, dalla Regione.

calvanoUn tema, quello ambientale e del plastic free, su cui il Partito Democratico invita le forze politiche a ragionare insieme anche attraverso un incontro che, parole del segretario regionale PD, Paolo Calvano, non si fermi o sia finalizzato alle elezioni ma che sia rivolto innanzitutto al futuro dell’Emilia Romagna. Una regione che, secondo il comparto economico, sarebbe molto colpita dalla tassa sulla plastica, contro cui si sono scagliate Confindustria e Confcooperative.

La sezione Emilia Area Centro dell’associazione degli industriali è fermamente contraria alla tassa che, secondo l’associazione, andrebbe a colpire in modo particolare il territorio emiliano-romagnolo, culla della Packaging Valley, la quale ospiterebbe, dicono, il maggior numero di aziende del comparto in Italia, 230 con oltre 17.000 occupati e un fatturato annuo di 5 miliardi di euro, pari al 63% del giro di affari nazionale. La plastic tax, rimarca Confindustria, “determinerebbe un incremento del 110% del costo della materia prima”.

“Una nuova tassa che non risolverebbe il problema ma scaricherebbe i costi della riduzione dell’impatto ambientale esclusivamente su aziende e lavoratori”. A sostenerlo è Confcooperative ER che chiede l’accompagnamento, con misure apposite, verso un processo di riconversione industriale per diminuire l’utilizzo della plastica nelle produzioni.

L’obiettivo del Governo infatti, con la plastic tax, sarebbe quello di sviluppare un’economia circolare, riducendo la quantità di rifiuti e l’inquinamento.

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