Po, patrimonio produttivo e culturale – VIDEO

l Po visto come opportunità turistica ed ambientale grazie alle ciclovie e il sistema di navigazione.

E’ uno dei temi approfonditi alla giornata i studi sulla sicurezza degli argini del Po, che si è tenuta a Ferrara lo scorso 4 luglio, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle regioni attraversate dal grande fiume.

 

 

E’ il più grande fiume d’Italia ed è strategico non solo per la Pianura Padana ma per l’intero paese. Stiamo parlando del Po il cui bacino idrografico interessa nove regioni (Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche) ma si estende anche a porzioni di territorio francese e svizzero.

poLungo 652 chilometri, alimentato da 14 affluenti, il Po può contare una portata massima di 10.300 metri cubi al secondo, dato registrato a Pontelagoscuro con la piena del novembre 1951

Nel suo scorrere da monte a valle, prima di sfociare nell’Adriatico con un delta di 380 chilometri quadrati, il Po attraversa 3.200 comuni, dove vivono e lavorano oltre 15 milioni e 700mila persone. un punto nevralgico dell’economia nazionale visto che in quest’area si forma il 40 per cento del prodotto interno lordo.

Una vera priorità per il paese, emersa durante giornata di studi che si è tenuta a Ferrara il 4 luglio durante la quale si è fatto il punto su un patrimonio economico, produttivo e culturale.

Un patrimonio da salvaguardare partendo dalla difesa degli argini, opera pluricentenaria messa a dura prova anche dagli effetti dei mutamenti climatici.

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