Pomodoro, il punto a metà campagna: calo produttivo del 10%

pomodoroPomodoro da industria: di cui è stato fatto il punto a metà campagna, per il quale si prospetta un calo produttivo del 10% ma con un buon grado zuccherino.

In provincia di Ferrara, la seconda provincia del Nord Italia per coltivazione da pomodoro da industria, si è già al 60% della raccolta.

La provincia di Ferrara, con 5.703 ettari coltivati, è la seconda provincia del Nord Italia per coltivazione di pomodoro da industria.

Il dato emerge dal bilancio metà campagna realizzato dall’Organizzazione Interprofessionale OI Pomodoro da industria che raccoglie quasi 1.700 aziende agricole del nord Italia

Ad oggi infatti è stato già trasformato quasi il 50% dei quantitativi di pomodoro contrattati, con picchi maggiori di raccolta nel Ferrarese, dove in alcune zone si è già al 60%, e con valori più contenuti nell’area tra Parma e Piacenza, dove ci si ferma 45%.

Se allo stato attuale, gli operatori del settore, stimano un possibile calo della produzione totale nell’ordine del 10% rispetto a quanto contrattato ad inizio campagna, da evidenziare c’è il buon dato del grado zuccherino del pomodoro, che si attesta attorno ad un valore di 4.9

Ad oggi è di 1,4 milioni di tonnellate il quantitativo di pomodoro da industria lavorato sino ad oggi nella filiera del Nord Italia. Iniziata a metà di luglio la campagna che proseguirà indicativamente sino a fine settembre, nonostante il maltempo con grandinate che hanno colpito soprattutto zone del ferrarese, della Lombardia e del Veneto, l’andamento dei conferimenti è di una settimana più avanti

“Dal punto di vista agronomico abbiamo dovuto affrontare alcune problematiche per la presenza del ragnetto rosso nel Piacentino, ha spiegato il presidente dell’Oi Tiberio Rabboni

“Un’ avversità che si sta manifestando in modo sempre più severo e preoccupante tanto che come Oi abbiamo proposto alla Regione Emilia Romagna di studiare insieme un approccio condiviso che coinvolga tutti gli attori del territorio: istituzioni, università, consorzi fitosanitari, consorzi agrari, rivenditori di agrofarmaci ed associazioni ed operatori agricoli anche di altri settori per mettere a punto una strategia innovativa di carattere intercolturale che consenta una difesa efficace.

Per il futuro vorremmo giungere ad un marchio che certifichi la qualità, l’eticità e la sostenibilità ambientale della produzione di pomodoro italiano su scala europea”.

I dati sono emersi in occasione della visita dell’assessore Simona Caselli in visita ad alcune realtà produttive della filiera emiliano romagnole: dalla Menù di Medolla (Modena), azienda completamente ricostruita dopo i terremoti del 2012 sino alla Opoe-Gruppo Cavicchi di XII Morelli di Cento, che ha inaugurato un innovativo impianto evaporatore, in grado di contenere i consumi energetici ed il cui costo è stato finanziato, insieme ad altri interventi, al 40% con quasi 2 milioni di euro derivanti dal Psr dell’Emilia-Romagna.

“Il ruolo dell’OI Pomodoro avrà una funzione importante nell’ambito del bando sull’innovazione delle filiere e sulla tematica dell’acqua per individuare le opere prioritarie per il settore” ha concluso l’assessore Caselli.

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