Genova, crolla ponte: decine di morti. La testimonianza di un ferrarese d’adozione – INTERVISTA

Il crollo del ponte a Genova ha scioccato anche i ferraresi: decine di morti, tanti feriti e una città, una Regione tagliata in due.

Abbiamo sentito un ferrarese d’adozione che oggi era nel capoluogo ligure.

 

 

Un crollo attorno a mezzogiorno che ha stravolto una tranquilla giornata pre-festiva ferragostana: il ponte Morandi sull’A10 che viene giù e inghiotte decine di vite.

Una vera e propria tragedia: le macchine dei soccorsi sono ancora al lavoro.

Da Ferrara non sono state inviate squadre dei vigili del fuoco: al lavoro, a Genova, dai primi minuti dopo il crollo c’erano almeno 200 vigili del fuoco.

Diversi i ferraresi che si trovavano nel capoluogo ligure, che su Facebook o tramite Whatsapp hanno avvertito di star bene.

Tra loro c’è anche Simone Dellepiane, genovese di nascita e ferrarese d’adozione. Nella città estense dal 2001, ha gestito un forno e ora si trovava nel capoluogo ligure in vacanza. “La città è sotto shock” ci ha detto al telefono: è ancora troppo presto per certificare le cause del crollo del ponte di Brooklyn, così lo chiamano i genovesi.

po cantiere ponteLa mente dei ferraresi sarà andata parallelamente anche al ponte sul Po a Pontelagoscuro, al centro dei lavori di manutenzione, protagonista del servizio tg in onda su Telestense venerdì. E proprio sul ponte crollato erano in corso, da tempo, dei lavori.

“Vicinanza alle famiglie delle vittime e alla città di Genova” la esprime l’assessore comunale di Ferrara, Aldo Modonesi, che affida a Facebook il proprio pensiero e sottolinea come soli due giorni fa attraversò il ponte Morandi, definito dall’assessore imponente ma che allo stesso tempo ti fa sentire fragile. E l’infrastruttura rappresenta un’arteria fondamentale per la viabilità genovese e ligure.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


 
135 queries in 1,053 seconds.