Chiusura Ponte Po, stop dai Comuni di Ferrara e Occhiobello. Ora che succede? – INT. MODONESI

ponte po

Continuano le polemiche sul cantiere del Ponte sul Po tra Santa Maria Maddalena e Pontelagoscuro.

Dopo il comunicato dei comuni di Ferrara ed Occhiobello sullo stop al via del cantiere, previsto per il 21 maggio, oggi si aggiungono particolari alla presa di posizione della due amministrazioni comunali che puntano il dito soprattutto contro TRENITALIA.

Nei giorni scorsi infatti l’azienda delle Ferrovie dello Stato si era detta non disponibile a far fermare i convogli del Regionale Veloce nelle due stazioni intermedie a ridosso del ponte (Occhiobello/Santa Maria Maddalena e Pontelagocuro). Senza la collaborazione di Trenitalia, ha ribadito oggi l’Assessore comunale ai lavori pubblici Aldo Modonesi, non ci sono i presupposti per l’avvio del cantiere. A questo punto ha aggiunto, chiediamo con urgenza un tavolo presso il Ministero delle infrastrutture.

La chiusura del Ponte pesa su oltre 13mila utenti che ogni giorno, in macchina, con i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta, lo attraversano.

 

 

  • Lunedì 7 maggio ore 18 – Chiusura Ponte sul Po: politica e Cna si mobilitano

I comuni di Ferrara ed Occhiobello si oppongono all’apertura del cantiere del Ponte sul Po tra Pontelagoscuro e S.M.Maddalena.

Sino a quando non saremo chiamati dal Ministero dei Trasporti non ci sono le condizioni per far partire i lavori, perché i costi ricadrebbero interamente sulle casse degli enti locali.

“Ad oggi le condizioni per far partire il prossimo 21 maggio il cantiere di Anas relativo al ponte sul Fiume Po, tra Pontelagoscuro e S.Maria Maddalena, non ci sono”. A sottolinearlo in una nota congiunta sono i comuni di Ferrara ed Occhiobello che fin da subito avevano ben evidenziato di essere disposti a collaborare, anche finanziariamente, alla realizzazione dei lavori purché ci fosse da parte di tutti – spiegano in due comuni -la volontà di ridurre i tempi e i disagi dei ferraresi e dei rodigini che ogni giorno, per motivi di lavoro, sociali ed altro ancora, sono costretti ad attraversare il ponte.

“In queste settimane abbiamo amaramente constatato l’indisponibilità di alcuni attori e il silenzio di altri. Ma soprattutto, continuano i due comuni, abbiamo constatato come la soluzione dei problemi (e il loro importante onere finanziario) ad oggi rischiano di cadere unicamente sulle spalle degli enti locali, sia che si tratti di pedaggio autostradale, di trasporto pubblico locale o di servizi alternativi come quello di un collegamento fluviale.

Per Ferrara ed Occhiobello diventa sempre più urgente che la richiesta di incontro al Ministero dei Trasporti, avanzata ormai 45 giorni fa dalle Regioni Emilia Romagna e Veneto, “trovi una immediata convocazione, in modo da avere risposte definitive, adeguate e sostenibili finanziariamente ai temi sollevati”.
I comuni di Ferrara e di Occhiobello ribadiscono la disponibilità a essere parte, anche economica, alla soluzione del problema e dei disagi ma sottolineano che fino alla convocazione del tavolo, in sede ministeriale, ancora non sussistano le condizioni per iniziare i lavori del cantiere.

I due comuni si riservano inoltre di attuare azioni conseguenti, a tutela delle ragioni dei cittadini di entrambe le sponde rivierasche.

  • Sabato 5 maggio ore 18 – Chiusura Ponte sul Po: politica e Cna si mobilitano
Cavicchi

Riccardo Cavicchi

Continua a creare agitazione il no di Trenitalia alle fermate aggiuntive dei treni durante la chiusura per lavori del Ponte sul Po. Dalla politica al mondo economico, non sono escluse mobilitazioni.

Cna Ferrara non ci sta e, con iniziative e proteste nelle sedi opportune, vuole mobilitare le 5000 imprese associate, più tutti gli imprenditori interessati al problema, per esprimere tutto il proprio disappunto contro il no di Trenitalia.

Dopo il parere negativo sulla possibilità di aggiungere fermate a Pontelagoscuro e Occhiobello del regionale veloce Bologna-Venezia, Cna Ferrara, con il presidente dell’Area Cna, Riccardo Cavicchi, starebbe contattando le associazioni di categoria di Occhiobello e Rovigo per coinvolgere gli imprenditori su questo problema.

Continua così a creare agitazione il no di Trenitalia che, secondo Cna, creerebbe un’emergenza collegamenti tra le due sponde durante la chiusura del ponte in occasione del cantiere sul Po al via il prossimo 21 maggio e che durerà tutta estate.

politica boldrini paola4 minuti in più sulla linea ferroviaria veloce Bologna-Venezia:_ questa una delle due motivazioni che avrebbero suggerito il parere negativo a Trenitalia. Un motivo che “fa un po’ sorridere considerando la frequenza dei ritardi in cui si imbatte chi si muove in treno abitualmente”: a dirlo è la senatrice Pd, Paola Boldrini, che già lo scorso 23 marzo aveva presentato al Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio un’interrogazione per avere certezza della durata dei tempi dei lavori.

  • Venerdì 5 maggio ore 18 – Cantiere Ponte Po: “Problema chiusura non deve ricadere sui cittadini”

I Comuni di Ferrara e Occhiobello non ci stanno e chiedono soluzioni alternative dopo il no di Trenitalia sulle fermate aggiuntive sulla linea ferroviaria durante il cantiere che chiuderà il ponte sul Po.

Il problema della chiusura del ponte sul Po, i lavori partiranno tra tre lunedì, non deve scaricarsi sui cittadini.

Questo il succo del comunicato congiunto dei Comuni di Ferrara e di Occhiobello due giorni dopo il parere negativo espresso da Trenitalia sulla possibilità di fermate aggiuntive a Occhiobello e a Pontelagoscuro dei regionali veloci Venezia – Bologna in occasione del cantiere che durerà tutta estate e chiuderà la circolazione.

Uno dei due motivi del no di Trenitalia riguarderebbe l’incremento della percorrenza di 4 minuti per il regionale veloce che, secondo l’azienda partecipata al 100% da Ferrovie dello Stato Italiane, “inciderebbe in modo significativo sulla regolarità del servizio”.

Il primo motivo invece riguarderebbe “l’impossibilità tecnica” di attuare le fermate aggiuntive nel periodo 11 luglio – 8 settembre, a causa dell’interruzione del binario dispari tra Terme Euganee e Monselice.

Un parere negativo, insomma, che, secondo la nota del Comune estense e di Occhiobello, cozzerebbe con l’apertura dimostrata da Trenitalia un mese fa durante un incontro in Regione Emilia Romagna. “Non riceviamo nessuna misura, seppur minima, che compensi il disagio – dichiarano le amministrazioni comunali di Occhiobello e Ferrara, e l’ente rodigino chiede che la Regione Veneto non si limiti a prendere atto, ma guidi un tavolo in cui si affrontino soluzioni alternative.

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