Pontelangorino, i periti del tribunale: “Minori capaci di intendere”

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I coniugi uccisi a Pontelangorino

Sono entrambi in grado di intendere e di volere i due minorenni che sono imputati dell’omicidio di Nunzia di Gianni e Salvatore Vincelli, la coppia di coniugi uccisi nella notte fra il 9 e il 10 gennaio di un anno fa nella loro casa di Pontelagorino.

I due furono massacrati a colpi di scure mentre dormivano. A colpirli, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, fu l’amico del figlio, Manuel, allora 17enne.

Lo fece perché l’amico, il figlio della coppia 16enne, dal nome Riccardo, da tempo era in conflitto con i genitori e per questo se lo avesse aiutato ad eliminarli gli avrebbe dato un compenso. Un omicidio efferato e premeditato dai due giovani che potrebbero averlo commesso con la massima lucidità.

E a dirlo è anche la perizia psichiatrica disposta dal Tribunale dei minorenni di Bologna che ha incaricato i periti di valutare le facoltà mentali di entrambe i giovani. Perizia richiesta a sua volta dal difensore del figlio della coppia uccisa, l’avvocato Gloria Bacca, mentre Manuel è difeso dall’avvocato Lorenzo Alberti. Manuel e Riccardo dunque erano nel pieno delle loro facoltà mentali quando decisero di pianificare l’atroce delitto? E’ quanto si dovrà appurare nel corso del dibattimento. Una nuova udienza si terrà il prossimo 20 febbraio.

Un duplice omicidio che in un primo momento i due minori simularono come rapina. Le prime versioni dei fatti poi non combaciavano con i riscontri dei carabinieri e alla fine le indagini sono arrivate ad un’atroce verità: l’esecutore materiale dell’omicidio fu proprio l’amico del figlio della coppia. Manuel dopo un anno è rinchiuso in un carcere di Bologna e tutti lo definiscono un detenuto modello.

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