Pontelangorino, autopsia sui coniugi uccisi. Nunzia Di Gianni morta per soffocamento

 Uccisi a colpi di ascia e calci alla testa. A dirlo sarebbero le autopsie effettuate sui corpi di Salvatore Vincelli e la moglie Nunzia Di Gianni, che il 10 gennaio scorso sono stati sorpresi mentre dormivano nella loro casa di Pontelangorino.

Autori del duplice omicidio, Riccardo, il figlio di 16 anni,  che ha agito come mandante, istigando l’amico, Manuel Sartori , di 17 anni, a colpire a morte i genitori.

Il medico legale Lorenzo Marinelli,  perito incaricato dagli inquirenti di eseguire gli esami per capire le cause del decesso, ha depositato  in questi giorni alla procura dei minori di Bologna (autorità giudiziaria che indaga sui due giovani) un dossier in cui descrive il risultato delle autopsie.

Dall’esame autoptico, secondo quanto riferisce Il Resto del Carlino, sarebbe emerso che  Nunzia, 45 anni,  madre di Riccardo ,   sarebbe morta per soffocamento. Ad ucciderla sarebbe stata, infatti,  la mancanza di ossigeno provocata dal sacchetto di plastica infilato sulla sua testa dal giovane omicida.

Stando agli esami, dunque,  la donna si sarebbe potuta, forse,  salvare nonostante i numerosi colpi di ascia sul capo, una decina seconda le ricostruzioni dell’autopsia, inferti dall’amico del figlio, Manuel, che, dopo aver cercato di ucciderla, avrebbe deciso di infilarle la testa in un sacchetto di nylon per evitare  ulteriore spargimento di sangue.

Secondo l’autopsia  il primo ad essere  aggredito sarebbe stato il marito, Salvatore, colpito da Manuel, in un primo tempo,  con il dorso dell’ascia, poi preso anche a calci. Il medico legale  nel suo rapporto parla, infatti, di un secondo corpo contundente, probabilmente una scarpa da tennis, forse la stessa indossata da Manuel al momento dell’atroce delitto.

La madre, svegliata da quello che succedeva accanto a lei, sarebbe stata aggredita subito dopo.

A far pensare che la donna si sia accorta di quanto stesse succedendo sono  i segni rinvenuti nel suo corpo, che dimostrerebbero, sostiene il perito, un suo tentavio di divincolarsi dall’aggressore. Il medico legale  parla anche di unghie delle mani spezzate.

Ora il dossier del medico legale fornirà agli inquirenti importanti elementi per andare avanti con le indagini. Mentre i  due ragazzi minorenni restano rinchiusi in una struttura per rieducazione di minori di Bologna.

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