I protagonisti dell’affido: la testimonianza del padre di una famiglia affidataria – INTERVISTA

Lo scandalo degli affidi a pagamento in Val d’Enza, provincia di Reggio Emilia ha acceso i riflettori sul tema dell’affido, gettando il sospetto e l’infamia su un’istituzione dell’ordinamento civile italiano che si rivolge a bambini e a ragazzi fino ai diciotto anni di nazionalità italiana o straniera, che si trovano in situazioni di instabilità familiare. Continua la nostra inchiesta sull’affido familiare a Ferrara, dove l’Associazione “Dammi la mano” comprende famiglie affidatarie e adottive con esperienze concrete da raccontare.

Oggi la nostra attenzione va ad uno dei soggetti protagonisti dell’”Affido” vale a dire la famiglia affidataria, con la testimonianza di Davide Castagnoli, di codigoro, imprenditore, 4 figli, attualmente una bambina in affidamento da otto anni.

L’affidamento è un servizio di aiuto e sostegno , disciplinato in Italia dalla Legge n. 184 del 4 maggio modificata dalla Legge n. 149 del 28 marzo 2001, creato nell’ottica della tutela dei diritti dell’infanzia, per garantire al minore il diritto a crescere in un ambiente che possa soddisfare le sue esigenze educative e affettive, in grado di rispettare i suoi bisogni, in riferimento alle caratteristiche personali e familiari e alla sua specifica situazione di difficoltà. Parte da qui, ci dice Davide Castagnoli, l’azione che una famiglia affidataria, decide, dopo un periodo di formazione e colloqui con assistenti sociali, psicologi, altre famiglie già esperte, decide di mettere in campo a favore di un bambinoin difficoltà.

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