Province: Ferrara “balla da sola”?
Redazione | ago 02, 2012 | Commenti 0
Anche la provincia di Ferrara rischia l’accorpamento o addirittura lo smembramento, con la nuova versione del decreto sulla cosiddetta spending review del governo Monti.
In un primo tempo, il rischio era parso scongiurato: Ferrara risponde infatti ai requisiti minimi fissati dal governo per le province, almeno 350mila abitanti e almeno 2500 chilometri quadrati di territorio. Sin diceva: le province che rispondono a questi requisiti continueranno ad esistere, le altre, più piccole, dovranno essere soppresse. La nuova versione del decreto,m però, rimette tutto in gioco: i requisiti minimi rimangono gli stessi, ma le regioni avranno il potere di procedere al riordino delle province. E nella parola riordino si può leggere qualsiasi cosa: anche la suddivisione della regione Emilia Romagna in tre grande aree: la città metropolitana di Bologna, la Romagna, e la Grande Emilia proposta dalla presidente della provincia di Reggio Sonia Masini; con Ferrara in mezzo, a chiedersi da che parte stare.
“Una prospettiva del genere – dice la presidente della provincia Marcella Zappaterra – rischierebbe di spaccare il nostro territorio, con l’alto ferrarese che propende per Modena e le aree limitrofe, e il delta che si sente più vicino alla Romagna. Accorpata ad altre province, Ferraa rischierebbe davvero di diventare una specie di cenerentola, con il rischio aggiuntivo di perdere uffici pubblici e dello stato che, attualmente, significano centinaia di posti di lavoro”.
Posizione simile quella del sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani: “Ferrara può restare autonoma secondo i parametri fissati dal governo, ed è giusto che lo rimanga. Un’eventuale accorpamento con la cosiddetta Grande Emilia, darebbe luogo a un’unità amministrativa profondamente disomogenea, estesa da Goro fino ai colli piacentini. Soluzioni alternative porterebbero a frammentare il territorio”.
Più sfumata la posizione di Carlo Alberto Roncarati, presidente della camera di commercio di Ferrara e dell’Unioncamere regionale: “Non faccio pronostici – spiega – Certo, gli accorpamenti sono richiesti dal governo per ridurre i costi delle pubbliche amministrazioni. L’obiettivo di Ferrara deve essere la garanzia che, anche in caso di accorpamenti, il territorio, i suoi cittadini, le sue imprese, non perdano la possibilità di far valere i propri interessi”.
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