Veneto e Lombardia chiedono più autonomia. Bonaccini: “Non è secessione”

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Stefano Bonaccini

Referendum, Bonaccini: “Convinti della scelta”

Trattativa con Maroni e Zaia, ‘ma autonomia non è secessione’

“Noi abbiamo scelto quattro macroaree. A me pare di aver fatto la scelta giusta, discussa, ponderata. Tant’è che adesso loro – Lombardia e Veneto – dovranno fare esattamente quello che abbiamo fatto noi: specificare bene quello che si chiede e su quello che chiedi avere una valutazione anche di impatto economico. Noi siamo molto molto convinti del percorso che abbiamo scelto”.

L’ha detto, da Bologna, il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, il giorno dopo i referendum per l’autonomia nelle due regioni confinanti.

L’Emilia-Romagna ha avviato negli scorsi mesi un percorso senza ricorrere alla consultazione che ha portato, lo scorso 18 ottobre, alla firma di una dichiarazione d’intenti con il premier, Paolo Gentiloni. Bonaccini si è poi rivolto a Maroni e a Zaia invitandoli a procedere insieme nella trattativa. Quanto a Zaia “Bisogna chiarire che se chiedi tutte le risorse o quasi della fiscalità vuol dire che è secessione fiscale, non richiesta di autonomia”.

  • 23 ottobre ore 14 – Dopo il referendum, Veneto e Lombardia chiedono più autonomia
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Da Varesenews.it

I referendum per l’autonomia, banditi dalle regioni Veneto e Lombardia e svoltisi ieri, hanno ottenuto risultati indiscutibili: entrambe le regioni avvieranno trattative con il governo per ottenere maggiore autonomia.

In Veneto ha votato quasi il 60% degli elettori (57,2%), e il Sì alla richiesta di maggiore autonomia per la Regione ha ottenuto il 98% dei voti espressi. In Lombardia si è recato alle urne solo il 38-39% degli aventi diritto al voto, ma la percentuale di chi ha votato sì è stata altrettanto elevata: 95,3%. Insomma, la mobilitazione dei Veneti è stata molto superiore a quella dei Lombardi, in occasione del referendum celebrato ieri (domenica 22 ottobre), ma il desiderio di maggiore autonomia resta indiscutibile da parte degli elettori di entrambe le regioni.

Situazione un po’ diversa nel vicino Polesine: l’affluenza alle urne referendarie si è fermata, per quanto riguarda la media provinciale di Rovigo, al 49,9%. In alcuni comuni polesani la percentuale di affluenza al voto è stata di poco superiore al 40%. A Occhiobello, si è raggiunto il punto più basso: solo il 35% degli elettori ha votato.

Alan Fabbri

I governatori delle due regioni, Luca Zaia per il Veneto, Roberto Maroni per la Lombardia, hanno già annunciato l’avvio di una trattativa con il governo: sono 23 le competenze che potrebbero essere trasferite alle regioni, e tra queste figurano istruzione, tutela dei beni culturali, ma anche coordinamento finanziario e tributario. “Noi chiediamo tutte le 23 materie, e i nove decimi delle tasse”, ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia.

Interviene anche Alan Fabbri, Capogruppo della Lega nel consiglio regionale Emiliano-Romagnolo. Il Presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini ha avviato una trattativa con il governo per avere maggiore autonomia, ma per Fabbri si tratta di un’iniziativa insufficiente:”l’Emilia Romagna – dice Fabbri – deve decidere seriamente che cosa fare. Portare avanti avanti la battaglia della Lega, per l’autonomia o continuare a credere e ad assecondare il teatrino di Bonaccini e del Pd”.

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