Il Rigoletto in scena al Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara – VIDEO

Il Rigoletto, uno dei titolo dei più celebri di Giuseppe Verdi, fra le dieci opere più rappresentate al mondo, è andato in scena, ieri sera, al Teatro Comunale ‘Claudio Abbado’ di Ferrara


E’ un Rigoletto contemporaneo quello andato in scena al Teatro comunale di Ferrara. Un allestimento realizzato dal teatro comunale di Modena per la regia di Fabio Sparvoli, artista attivo a livello internazionale recentemente applaudito al Teatro Colòn di Buenos Aires e al Teatro Regio di Torino.

“Padre? Buffone? Oppresso? Vendicatore? In Rigoletto c’è qualcosa di tutto ciò, ma proprio per questo non riusciamo a esaurire per intero la sua figura” ha spiegato il regista che, con le scene di Giorgio Ricchelli, i costumi di Alessio Rosati e le luci di Vinicio Cheli, sceglie un allestimento dalle linee essenziale, un contenitore dove far risaltare le contraddizioni della figura umana così come messe in musica da Verdi.

In scena Devid Cecconi, fiorentino, baritono tra i più affermati della scena operistica odierna. E con lui i tenori Oreste Cosimo e Marco Ciaponi nel ruolo del Duca di Mantova e Ramaz Chikviladze in quello di Sparafucile. Daniela Cappiello nella parte di Gilda e Antonella Colaianni ne la Maddalena. Sul podio Aldo Sisillo, alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro Lirico di Modena preparato da Stefano Colò.

Composto su commissione del teatro La Fenice di Venezia, Rigoletto debuttò nel 1851 per proseguire le sue recite senza interruzione con in tramontato successo. Scritta da Verdi alla soglia dei quarant’anni e da una posizione di operista ormai pienamente affermato nei teatri italiani, l’opera rappresenta un momento di svolta decisivo, sia nella produzione del compositore che per le sorti del melodramma.

Abbandonati i grandi temi di ordine patriottico e risorgimentale, con Rigoletto, Giuseppe Verdi concentrò la propria attenzione sulla figura umana, aprendo una strada che proseguirà con le successive Traviata e Trovatore, tre titoli che passeranno alla storia con l’etichetta di trilogia “romantica” o “popolare”.

La novità che accomuna le tre opere, e che Verdi perseguì in Rigoletto come una necessità ormai irrinunciabile del suo teatro musicale, captava lo spirito di un romanticismo europeo di matrice moderna.

Nell’intenzione di mescolare i due generi della commedia e della tragedia, Verdi si entusiasmò all’idea di mettere in musica Le roi s’amuse di Victor Hugo, un dramma dove il contrasto era sottolineato in massimo grado dal fatto che il protagonista era appunto un buffone. Il pianto e il riso si mescolavano nella vicenda del personaggio principale.

Come è successo al Teatro Comunale di Ferrara nello spettacolo in coproduzione con il Teatro Comunale di Modena e il Teatro Giglio di Lucca

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


 
138 queries in 1,995 seconds.