Via libera alle visite ai congiunti tra Ferrara e Rovigo (e province)

Finalmente, dopo oltre due mesi, i parenti che vivono in due regioni diverse ma confinanti potranno tornare a incontrarsi.

Grazie al calo della curva dei contagi in particolare nel ferrarese e rodigino, lunedì i cittadini residenti a Ferrara e a Rovigo, e nelle relative province, potranno attraversare i ponti sul Po per raggiungere i propri cari.

confine Ferrara e Rovigo ponte poServirà però l’autocertificazione, perché gli spostamenti tra regioni sono ancora vietati, se non per lavoro, validi motivi e salute, almeno fino al 3 giugno prossimo.

Quindi per chi andrà a parenti nel rodigino, bisognerà fare l’autocertificazione e non si potrà oltrepassare i confini di Rovigo e provincia, almeno per le prossime due settimane.

Ma grazie all’accordo raggiunto tra le regioni Emilia-Romagna e veneto, con un’ordinanza firmata dai rispettivi presidenti Stefano Bonaccini e Luca Zaia, quindi c’è il via libera agli spostamenti tra le due province confinanti.

Informati i prefetti di Ferrara, Michele Campanaro, e di Rovigo, Maddalena De Luca, questi chiedendo la collaborazione delle forze dell’ordine per controllare le autocertificazioni da compilare solo se si va a Rovigo, o viceversa, dove risiedono i congiunti.

Una decisione presa dopo diverse pressioni da parte dei cittadini residenti, tanti, che hanno parenti nella provincia confinante ma che risiedono nel ferrarese.

Martedì mattina, alle 11,30, sul ponte del fiume Po tra Pontelagoscuro e Occhiobello si incontrano i presidenti delle Province di Ferrara (Barbara Paron) e di Rovigo (Ivan Dall’Ara) e i sindaci di Ferrara (Alan Fabbri) e di Occhiobello (Sondra Coizzi), durante il quale si stringeranno virtualmente la mano come segno di collaborazione.

“Finalmente si da corso a richieste – interviene sull’argomento il primo cittadino di Ferrara Alan Fabbri – che come sindaci dei comuni confinanti avevamo raccolto in questo senso, sollecitando quindi una decisione che tenesse conto dell’esigenza manifestata dai cittadini residenti in queste zone, spesso distanti in linea d’aria pochi chilometri, territori che esprimono profonde e diffuse connessioni fra le diverse comunità”.

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