Sacca Goro, Alan Fabbri (LN): “Anni di incuria l’hanno danneggiata”

vongole sacca goro

«Abbiamo preso atto dalla stampa di come due consiglieri regionali del Pd (fra cui il capogruppo in consiglio regionale, Paolo Calvano) abbiano interrogato la Giunta per “conoscere le iniziative che la stessa intenda assumere per salvaguardare le attività di acquacoltura, in particolar modo la zona sud-est colpita da problematiche ambientali”.

L’interrogazione però sottintende ad un altro obiettivo, ovvero bloccare il rilascio di concessioni demaniali nella Sacca di Goro.» E’ questa la convinzione del capogruppo della Lega Nord, Alan Fabbri, che sottopone alla Regione il problema, soprattutto per il fatto che «la domanda – spiega Fabbri – viene presentata da cooperative di pescatori non residenti a Goro; in questo modo, tardivamente, il Partito Democratico tenterebbe di strizzare un occhio ai pescatori locali, schierandosi dalla loro parte ed erigendosi a baluardo delle ragioni dei residenti, in questo delicato equilibrio, messo in discussione da richiesta di posti di lavoro che vengono dall’esterno.»

Ad alimentare l’equivoco, il fatto che l’interrogazione parta proprio da Pd, che governa ininterrottamente (prima come Pci, poi Pds, Ds) la Regione, alla quale il titolo V della Costituzione ha assegnato, tra le materie esclusive, proprio la regolazione della pesca e dell’acquacoltura. Le giunte Errani avrebbero potuto – secondo il Carroccio – arginare il rilacio di nuove concessioni nella Sacca di Goro, evitando di creare inutili aspettative, ma ha preferito agire diversamente. Favorendo indirettamente attività che hanno «compromesso ampie zone della Sacca di Goro, che una decina di anni fa erano produttive, ed il suo stesso ecosistema.

Ci si sarebbe aspettato che i consiglieri Pd avessero chiesto maggiori attenzioni della Giunta, per affrontare la delicata tematica ambientale, contrastando il fenomeno dell’allungamento dello Scannone, da ormai vent’anni ritenuto dagli esperti la causa prima della degenerazione dell’ecosistema: sotto questo profili, la marineria di Goro (che comunque coofinanzia il Progetto LIFE), è costretta a fare gli scongiuri perché funzioni il “pennello” che dovrebbe intercettare i sedimenti che vengono dal Po, pena il tracollo dell’intero habitat della Sacca. Idealmnete – conclude Fabbri – ci uniamo comunque a Calvano e Zappaterra, aiutandoli a buttare il cuore aldilà dell’ostacolo, nel loro tentativo di scuotere la Giunta regionale, dando loro un suggerimento: perché non presentare un’iniziativa di legge regionale, uno strumento autorevole per disinnescare questa situazione? Nel frattempo,si potrebbe anche portare alla massima attenzione della Giunta la delicatissima problematica della scadenza della delocalizzazione del 2013, problema che costringerà proprio quelle cooperative che hanno la concessione nella parte mediana della Sacca di Goro, a riportare le vongole in una zona “ad alto rischio ambientale”, già a partire da aprile 2015, ossia proprio all’inizio di quella stagione in cui ragionevolmente bisognerebbe farlo. Si potrebbero considerare, sotto questi aspetti, delle zone “nursery” a tutela dell’habitat. Se Calvano e Zappaterra fossero intenzionati a pungolare l’Amministrazione su questi punti, sottoscriverei volentieri il loro documento.»

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