Sanità, sindaco Comacchio: “Tempi di attesa sempre più lunghi per la sanità ferrarese”

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Marco Fabbri torna sulla conferenza territoriale socio-sanitaria che ha approvato i bilanci della due aziende sanitarie (Usl e S.Anna) e rilancia con la questione sui tempi di attesa per la specialistica: “sono raddoppiati o addirittura triplicati nel giro di un anno” dice il sindaco di Comacchio.

Lo aveva detto in conferenza territoriale socio-sanitaria ed è tornato a ripeterlo in queste ore: “tutta l’area del Delta è a rischio ulteriori ridimensionamenti e tagli al personale, al pari dell’area argentana. Una politica sanitaria che nei fatti si traduce in un aumento di persone che vanno a curarsi fuori provincia o fuori regione”.

Il sindaco di Comacchio ribadisce il suo punto di vista, dopo le polemiche di queste ore registrate durante l’assise indetta in Castello per votare i cona-ospedalebilanci delle due aziende sanitarie. In quella occasione aveva chiesto di rinviare il voto di quindici giorni per dare il tempo necessario ai sindaci di studiare la corposa documentazione. Una richiesta che non è stata accolta e per questo Marco Fabbri ha deciso di lasciare la conferenza.

Il primo cittadino di Comacchio per sostenere ulteriormente la sua posizione si è procurato i dati con i tempi di attesa delle prestazioni specialistiche ambulatoriali fornite a livello provinciale: “per una visita allergologica nel febbraio 2013 i tempi di attesa erano di 61 giorni e un anno dopo, nel marzo del 2014 sono diventati 70. E poi ancora l’esempio di una visita ecodoppler: si è passati da 56 giorni di attesa del febbraio 2013 ai 151 del marzo 2014. Una impennata che in certi esami raddoppia o triplica nel giro di una anno” conclude Fabbri.

Questi dati insomma, per il sindaco di Comacchio porterebbero Ferrara su “percentuali elevati di mobilità passiva, causando costi aggiuntivi non trascurabili. E se il fenomeno non accenna a fermarsi, continua Fabbri. è perché c’è una assoluta mancanza di vere eccellenze, riconosciute a livello regionale e nazionale, sia negli ospedali pubblici che in quelli privati. A Ferrara, inoltre, c’è scarsa attrazione per i pazienti esterni, provenienti da altre provincie e regioni, continua il primo cittadino di Comacchio che ribadisce come la sua non sia una battaglia campanilistica per la difesa dell’ospedale sotto casa ma una battaglia democratica per la tutela della sanità in tutto il territorio della provincia estense”.

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