Allarme gioco d’azzardo a Ferrara, direttore azienda Usl vuole scrivere a Franceschini

Un fenomeno in crescita a Ferrara che sta sempre più preoccupando: è quello della ludopatia collegata al gioco d’azzardo. L’allarme arriva dall’azienda Usl di Ferrara.

40 milioni di euro in fumo ogni anno a Ferrara e provincia, 315 euro pro capite spesi in slot machine, scommesse online, gratta e vinci e non solo, relazioni familiari distrutte o in bancarotta fino a portare le persone alla depressione.

Questi gli effetti più oscuri del gioco d’azzardo nella città estense e nel suo territorio, un fenomeno in crescita soprattutto dopo l’avvento delle scommesse online e che ha portato l’azienda Usl di Ferrara a seguire quasi 140 casi di persone assuefatte nel 2018. Nel 2006, 13 anni fa, erano solo 26.


E’ forte il grido d’allarme lanciato dall’azienda sanitaria che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica su questo fenomeno, organizzando anche incontri nelle scuole ed eventi. I giocatori d’azzardo patologici sono in prevalenza maschi, tra i 40 e i 50 anni, metà dei quali ha un lavoro regolare.

E’ forte il rischio vergogna da parte dei familiari di questa persona, una sensazione che rischia di trasformarsi in depressione vissuta dal soggetto stesso. Una piaga pericolosa della nostra società l’ha definita Claudio Vagnini, che definisce l’azienda Usl come un “Don Chisciotte che combatte i mulini a vento”.

Il direttore sta riflettendo se scrivere al ministro dei beni culturali, il ferrarese Dario Franceschini, per portare questo allarme nel Consiglio dei Ministri.

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