Scuola, Cisl: “Un algoritmo del ministero rallenta le assegnazioni”

scuolaCattedre vuote in alcuni istituti e il rischio che ad anno scolastico iniziato un professore venga sostituito.
Sono i rischi che corre la scuola, dopo l’introduzione dei criteri della Riforma voluta dal premier Renzi.
I rischi l i denuncia Cisl scuola Ferrara e lo fa a dieci giorni esatti dall’inizio della campanella.

Se da un lato la riforma del ministro Stefania Giannini ha portato a un boom di assunzioni di insegnanti precari, dice Cisl, per voce della segreteria scuola presieduta da Alessandra Zangheratti, dall’altro si stanno manifestando dei ritardi importanti nell’organizzazione delle cattedre.
La colpa? Secondo Cisl starebbe anche in un algoritmo pensato dal ministero che in modo automatico avrebbe dovuto assegnare agli insegnanti di ruolo le cattedre.
“Purtroppo il meccanismo si è rivelato difettoso – spiega la Zangheratti -. Non è possibile che una nostra iscritta di Cento, che ha fatto domanda a Cento, dove si trovava un posto vacante sia poi stata assegnata ad Udine”, spiega Cisl.
Un fenomeno questo che anche se in misura minore, visto che Ferrara è una realtà più piccola rispetto ad altre province dell’Emilia- Romagna, che di fatto si riverbera sull’assegnazione delle cattedre.
“Queste situazioni hanno determinato dei contenziosi – precisa la rappresentante sindacale – e questo ovviamente rende precarie alcune nomine in tutto l’ambito ferrarese”.
Il contenzioso con il ministero rischia infatti di portare ad occupare la cattedra da parte di un insegnante che di fatto deve tamponare un vuoto che c’è ad inizio anno scolastico con il rischio che a metà anno però venga assegnata ad un altro insegnante, quello ad esempio che si vede dare ragione nel contenzioso”.
Secondo Cisl inoltre le segreterie hanno avuto un aggravio del lavoro che non ha permesso di effettuare le assegnazioni delle cattedre per il 31 di agosto com’è sempre stato negli anni passati.
“La nuova riforma – spiega la sindacalista – assegna le cattedre per ambito è poi ogni insegnante deve presentare un curriculum alla scuola e attendere di ricevere una chiamata dalla dirigente”.
“Un criterio questo – spiega la segretaria Cisl – senza voler polemizzare con i dirigenti che nella maggior parte, sottolinea, eseguono benissimo il loro lavoro, che però presenta delle ombre”.

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