Sisma, sbloccato patto stabilità e fondi dal Governo: in arrivo 101 milioni di euro per l’Emilia-Romagna

40 milioni di euro potenziali da destinare alla ricostruzione in 48 comuni dell’Emilia colpita dal terremoto. Sarebbe il frutto dell’azzeramento del patto di stabilità deciso dalla Giunta regionale con una delibera.

Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna, sostiene che “con questo intervento liberiamo risorse per la ricostruzione e gli interventi che i Comuni sono chiamati ad effettuare”. 16 i comuni del bolognese che ne beneficeranno; 15 in provincia di Modena e 12 nel reggiano.

Della provincia di Ferrara, a Cento, Sant’Agostino, Vigarano Mainarda, Bondeno e Poggio Renatico verrà sbloccato il patto di stabilità.

Positivo il commento a caldo dei sindaci. Per il sindaco di Vigarano, Barbara Paron, dovrebbero essere 500 mila gli euro sbloccati che saranno investiti nella ricostruzione ma soprattutto copriranno i mancati pagamenti del Comune nei confronti di quelle ditte che hanno già effettuato i lavori nel post-sisma e che non hanno ricevuto ancora nessun pagamento.

“Oltre alla ricostruzione”, dice il sindaco di Sant’Agostino, Fabrizio Toselli, “i quasi 400 mila euro bloccati dal patto li investiremo anche in opere di ordinaria amministrazione come le asfaltature, per dare un segnale di ritorno alla normalità”.

A Cento invece si parla di diversi milioni di euro sbloccati con il patto di stabilità. Fondi che saranno investiti prima di tutto in scuole ma anche nella risistemazione del patrimonio comunale lesionato dal sisma, dalla Pinacoteca ad esempio fino alle palestre.

Tra i comuni che si sono visti sbloccare il patto di stabilità non ci sono né Ferrara n’è Modena.

Non è presente neanche Mirabello perché un comune troppo piccolo, sotto la soglia dei 5 mila abitanti, e quindi per ora non vincolato al patto di stabilità.

Intanto buone notizie arriverebbero anche dal Governo Monti che ha firmato un decreto con cui devolverà fondi alle regioni colpiti dai terremoti del 2009 e del 2012.

All’Emilia Romagna toccheranno 61 dei 91 milioni di euro previsti dal decreto, risorse che dovrebbero derivare dai risparmi ottenuti dalla riduzione dei contributi in favore dei partiti e dei movimenti politici.

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