Spending revew: nuove ricette
Redazione | ago 01, 2012 | Commenti 0
E’ stata approvata dal senato, ed ora toccherà alla camera dei deputati votarla il prossimo lunedì. La cosiddetta spending review del governo Monti è ormai molto vicina al termine del proprio iter legislativo.
Contiene una serie di provvedimenti finalizzati a ridurre la spesa pubblica, con interventi sulla struttura della pubblica amministrazione, sulla spesa sanitaria, e qualche contraddizione.
Per esempio: le regioni la cui sanità è in deficit, e che abbiano avviato un piano di rientro dal deficit stesso, potranno applicare una specie di super addizionale irpef fino all’1,1% ai propri cittadini. Quindi, potranno scaricare almeno una parte del deficit accumulato, che in genere è determinato da cattiva amministrazione, sui contribuenti. Per fortuna, l’Emilia Romagna non è tra queste regioni.
Ma sulla spesa sanitaria e per medicinali si interviene anche per altra via: riducendo di 15mila unità il numero complessivo di posti letto negli ospedali; riducendo il budget riservato alla farmaceutica territoriale; spingendo i medici di famiglia a prescrivere di preferenza i farmaci generici al posto di quelli di marca.
Alti risparmi verranno dalla riduzione delle spese di funzionamento dei ministero, che in tre anni risparmieranno 4 miliardi e mezzo: in prima fila nella riduzione di spesa il ministero dell’economia e quello della difesa.
In generale, la spending review punta a un dimagrimento della macchina pubblica: come si sa, per ridurre i costi della struttura politico-amministrativa punta a tagliare entro dicembre il numero delle province italiane, imponendo loro dei requisiti minimi di sopravvivenza (350mila abitanti e 2500 chilometri quadrati); impone anche agli enti locali e alle regioni di ridurre del 20% i costi di agenzie, enti strumentali, società pubbliche, pena la loro soppressione; infine, apre alla possibilità di ridurre il personale degli enti pubblici: la riduzione delle piante organiche potrebbe comportare, secondo, le prime stime, circa 11mila esuberi di personale che poi dovrebbero essere gestiti con una trattativa con i sidnacati.
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