Stato, Regione, Comune di Ferrara insieme per rilanciare la città, un accordo che promuove lo sviluppo di Ferrara attraverso la valorizzazione patrimonio architettonico e urbanistico, nell’ottica della riqualificazione e della sostenibilità – VIDEO

accordo ministriSiglato oggi a Palazzo dei Diamanti, l’accordo che lancia il “modello Ferrara” nella valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico di pregio nel centro storico della città.

Nel salone d’onore la firma di un accordo storico fra il Comune di Ferrara, la Regione Emilia Romagna, 4 ministeri e dirigenti dello Stato. Presenti nel Salone d’onore di Palazzo dei Diamanti, dove è stato siglato l’accordo, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, il Ministro dell’Istruzione Università e ricerca, Stefania Giannini , il Ministro dei Beni e Attività culturali e Turismo, Dario Franceschini, il Sottosegretario dell’Interno, Gianpiero Bocci, il Presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani , i Direttori delle Agenzie delle Entrate Rossella Orlandi e del Demanio Roberto Reggi.Tredici– fra palazzi storici e aree – i luoghi e gli edifici cittadini che troveranno attraverso l’accordo una nuova destinazione nell’ottica della sostenibilità e della riqualificazione architettonica, per un progetto che mette insieme istituzioni centrali dello Stato ed Enti locali con l’obiettivo di tutelare il centro storico di una città dichiarata dall’Unesco patrimonio umanità: è un segnale importante di dinamismo istituzionale, ha riconosciuto il Sindaco di Ferrara, che lancia lo sguardo oltre l’ostacolo , cioè oltre le incertezze odierne della politica nazionale e internazionale, oltre i vincoli della crisi, non per negarli, ma per trovare, in uno sforzo di creatività e di buona politica, nuovi spazi di manovra per ridare ossigeno alle città, sempre più strette nella morsa di una finanza pubblica orientata ad ottimizzare e razionalizzare investimenti e spese.

Sembrerebbe la quadratura del cerchio, ma non è così, e il ministro Franceschini, seguito a ruota dagli altri ministri , lo ha spiegato in poche parole, ricordando la propria personale esperienza di amministratore locale, proprio a Ferrara e proprio come assessore alla cultura. . In particolare, i beni coinvolti sono: Palazzo Furiani, Caserma Bevilacqua, Aeroporto di Ferrara (porzione), Area ex MOF (porzione), Caserma Caneva – ex Convento Sant’Antonio in Polesine, Cella del Tasso e Auditorium del Conservatorio di Musica “G. Frescobaldi”, Teatro Verdi, Ex Convento di San Benedetto, Museo Nazionale Italiano dell’Ebraismo e della Shoah MEIS, Palazzo Ex Casa del Fascio, Area Stazione ferroviaria e grattacieli, Poligono di tiro a segno, Area Pratolungo. Si avvia, così, un processo di rivitalizzazione e rigenerazione urbana che ha l’obiettivo di valorizzare i beni pubblici di particolare pregio storico e architettonico tutelati dall’Unesco, in particolare lungo gli assi dell’Addizione erculea e del Quadrivio rossettiano, di implementare la ricettività turistica e culturale del territorio. Molti palazzi e aree contemplati dall’accordo erano già oggetto di trattative e accordi in fase alcuni di conclusione, fra Comune, Provincia prima e Stato, serviva una decisione e una spinta finale, che mettesse insieme i vari interlocutori e coordinasse, nell’ottica di un progetto complessivo di rilancio del patrimonio culturale della città, le diverse azioni.

E’ quello che è stato fatto, sull’esempio di un accordo simile anche se più ristretto di Bari, e grazie all’attività in sordina ma efficacissima di Daniele Ravenna, che, sotto l’egida di Dario Franceschini e del suo Ministero, ha cucito rapporti e messo in rete le iniziative. Tutte le parti si impegnano a collaborare e ad avviare, in tempi brevi, un articolato programma di valorizzazione e razionalizzazione su un portafoglio immobiliare di 13 beni di proprietà pubblica. Fra un anno la prima verifica degli ’impegni assunti oggi.


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