Tempi duri per i Comuni, Ferrara discute in consiglio il piano per i prossimi 5 anni

Municipio

Comuni alle prese con debiti, investimenti e tagli. Mentre sono sempre di più quelli che in Italia sono a rischio default, il Comune di Ferrara presenta un nuovo strumento di programmazione economica per i prossimi 5 anni. oggi la discussione in consiglio del documento che prevede investimenti per 14 milioni di euro all’anno, tagli della spesa e mantenimento costante della pressione fiscale.

In Italia sono 180 i comuni a rischio default. Al Nord come al Sud, il fenomeno dei comuni in bancarotta è diventato un problema sempre più frequente. A restituire una triste fotografia di casse sempre più vuote e bilanci in passivo è oggi il quotidiano La Repubblica che mette in luce cosa di fatto il rischio default voglia dire per i cittadini: meno lavori pubblici, difficoltà a consegnare gli assegni familiari ai nuclei indigenti, a garantire il trasporto pubblico scolastico, assicurare il servizio idrico e così via. Ferrara, in questi ultimi anni sta lavorando per mettersi dalla parte dei comuni che tagliano le spese mantenendo gli investimenti sul territorio e i debiti li riducono.

Almeno questo è quello che emerge dal DUP, il documento unico di programmazione presentato una settimana fa dall’Assessore al Bilancio Luigi Marattin e oggi discusso dal Consiglio Comunale. Uno strumento di programmazione economica per il prossimi 5 anni che al primo punto mette il mantenimento costante della pressione fiscale comunale. Un proposito che, guardando le tabelle, si concretizzerà dal 2016 quando le entrate si assesteranno attorno ai 111milioni e 730, tre milioni in più di adesso. Costanti dovrebbero restare anche le entrate extratributarie, ovvero quelle derivanti dai proventi dei servizi pubblici, servizi cimiteriali, parcheggi, dai fitti e dalle sanzioni da codice della strada. Caleranno invece, i trasferimenti statali, già pesantemente diminuiti. Siamo passati dai 29,78 del 2013 ai 10 milioni e 820mila euro di quest’anno. Nel 2015 verranno ridotti a 6 e 420mila, e poi dal 2016 al 2019 resteranno ogni anno 5 milioni e 380mila.

C’è poi il capitolo della spesa, calerà dello 0,7% all’anno quella per il personale ma non si ipotizzano né licenziamenti né interventi in diminuzione sul trattamento dei dipendenti, ma verrà calibrato il tasso di sostituzione tra pensionamenti e nuove assunzioni. Rimarrà più o meno stabile la voce di spesa relativa ai servizi, passando dagli attuali dai 64 milioni e 210mila ai 63 milioni e 390mila del ’19. Il totale delle uscite inoltre, che comprende il rimborso dei prestiti, scenderà leggermente nei prossimi 5 anni dai 141 milioni e 740mila euro del 2014 ai 138 e 850mila del ’19. Quanto agli investimenti sono previsti 14 milioni all’anno con una “punta” di 22milioni nel 2016. Andranno soprattutto a ‘Viabilità e trasporti’ Territorio e ambiente’ ‘Amministrazione generale’e ‘Istruzione pubblica’.Sono cifre che, ipotizza l’amministrazione, proverranno principalmente dall’alienazione di immobili. La stima è quella di circa 4 milioni all’anno, solo uno invece nel 2016, ma anche dall’indebitamento, quantificato in quattro milioni l’anno con un picco nel 2016 quando i milioni saranno 12. Nel complesso, comunque, il debito di Palazzo Municipale dovrebbe continuare a calare: quest’anno è a 118 milioni, a fine mandato sarà a 103.  

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