Le ricerche continuano, sparita piccola imbarcazione. Riapre bar Budrio

L’uomo più ricercato d’Italia: Igor/Ezechiele

Una piccola imbarcazione, poco più che una zattera, è sparita da un paio di giorni nei luoghi in cui si concentrano le ricerche per il serbo indagato per gli omicidi di Budrio e Portomaggiore, Igor Vaclavic alias Norbert Feher.

Lo riferisce l’Ansa. La barchetta era di un contadino e la sparizione è emersa durante il perlustramento in corso da parte delle squadre di carabinieri nei casolari della zona.

Era utilizzata dal proprietario per piccoli spostamenti nel dedalo di canali e acquitrini dell’area non bonificata, dove è in corso da sabato sera la caccia all’uomo. E’ solo un’ipotesi, ma non si può escludere che sia stata presa ricercato, che poi è riuscito in qualche modo ad appropriarsi della barchetta e a nasconderla.

Riapre a Budrio il bar del primo omicidio – Riapre, a Riccardina di Budrio, il bar ‘Gallo’, il locale dove lo scorso primo aprile è stato ucciso il 52enne Davide Fabbri, nel corso di un tentativo di rapina. Per quell’omicidio e per quello successivo di un altro uomo, la guardia ecologica Valerio Verri a Portomaggiore, è ricercato, da giorni, Igor Vaclavic.

A undici giorni dalla morte del suo proprietario, il bar della cittadina emiliana rialza le serrande. Fuori un lenzuolo in cui si chiede ‘giustizia’, sul bancone le fotografie del barista ucciso a colpi di arma da fuoco. “Ricominciare è dura. L’ho fatto per lui – racconta alle televisioni accorse a Budrio la moglie dell’uomo, Maria Sirica – più che altro per lui: se era per me non avrei avuto voglia di andare avanti ma l’ho fatto per lui”.

Quanto alle ricerche dell’omicida, che vedono impegnati centinaia di uomini delle forze dell’ordine, “ho fiducia in chi sta cercando l’assassino – argomenta alle tv la vedova di Fabbri perché nessuno passi quello che sto passando io. Le persone che volevano bene a mio marito mi danno la forza”. Di quegli attimi, “mi ricordo tutto perché tutte le sere non riesco a dormire, non ce la faccio. Io rivedo tutta la scena che ho vissuto, rivedo che mi puntava la pistola vicino. Una cosa brutta, brutta, che non auguro a nessuno. Quando mi ha puntato la pistola – conclude la donna – speravo che ammazzasse anche me, perché non è vita questa senza mio marito”.

In due occasioni, nelle ultime ore intanto, i cani molecolari, addestrati per seguire le scie olfattive, sembravano aver fiutato la pista giusta per trovare il killer ricercato tra le province di Bologna e Ferrara per gli omicidi di Budrio e Portomaggiore. Ma in entrambi i casi gli animali, a cui erano stati fatti annusare gli indumenti abbandonati in un furgoncino dall’indagato, si sono fermati sulla riva di corsi d’acqua.

Lo riferisce l’Ansa. La circostanza fa pensare che Norbert Faher alias Igor Vaclavic si possa essere immerso nei canali, numerosi nell’area palustre dove si concentrano le battute, facendo così smarrire le proprie tracce. Nei racconti sul latitante ce n’è anche uno risalente al 2010, quando per sfuggire ad un arresto per rapina nel Ferrarese si gettò in un fiume e rimase sott’acqua respirando con una canna. Poi alla fine, però, fu preso.

Per trovare l’uomo che è di origine serba sono impiegate su più turni centinaia di persone, coordinate dalla caserma di Molinella, divenuta base delle operazioni. Le ricerche, cui partecipano le forze speciali, si concentrano principalmente tra casolari abbandonati e paludi, in una zona di circa 40 chilometri quadrati, tra le oasi di Marmorta e Campotto.

Intanto sono arrivati gli esiti balistici, secondo cui il barista Fabbri e la guardia volontaria Verri sono stati uccisi dalla stessa pistola, una Smith&Wesson 9×21. Il fuggitivo ne avrebbe anche una seconda. Gli inquirenti hanno poi sentito vari conoscenti del latitante, per comprenderne abitudini e provare a prevederne le mosse.

Come riferisce l’Ansa, nei bar e nelle strade di Molinella, non si parla d’altro e la domanda che le persone si pongono è come faccia l’uomo più ricercato d’Italia, il serbo 41enne dai molti alias, ad essere ancora alla ‘macchia’ dopo tre notti e due giorni di gigantesca caccia all’uomo, con posti di blocco, elicotteri e l’impegno dei reparti speciali. In questo clima di preoccupazione collettiva, ci sono stati anche alcuni falsi avvistamenti. In particolare ieri pomeriggio un testimone ha riferito di aver notato, non è chiaro in che zona, una persona che accorgendosi di essere osservata si è improvvisamente abbassata, sparendo alla vista. Il cittadino ha chiamato i soccorsi, sono subito scattate approfondite ricerche nell’area, che però non hanno dato risultati.

(ANSA)

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